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24 NOVEMBRE 2007 - ITALIA |
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| 25 NOVEMBRE 2007 - TUNISIA | ||||||
| Ci svegliamo senza fretta, notte tranquilla con dormita ristoratrice; il mare si fa leggermente mosso, non piove più ma c'è ancora nuvoloso. Attracchiamo a Tunisi intorno alle 15:00; pratiche doganali veloci, senza nessun intoppo. Ci dirigiamo subito verso al città e la superiamo senza problemi; il nostro viaggio ha veramente inizio. Primo campo in un piccolo autogril lungo l'unica autostrada del paese, direzione Sousse. L'IMPATTO CON LA TUNISIA E' STATO PIACEVOLE: LA GENTE E' CORDIALE, TI SALUTANO TUTTI, SIAMO I BENVENUTI. LE STRADE SONO BELLE E LE CARATTERISTICHE CASE BIANCHE, BASSE E SQUADRATE PUNTEGGIANO LE COLLINE BRULLE. | ||||||
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26 NOVEMBRE 2007 - TUNISIA |
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PER QUANTO RIGUARDA NOI, TUTTI BENE; NON CI SIAMO ABITUATI ANCORA ALLA TRANQUILLITA' AFRICANA; STIAMO ANCORA CORRENDO ABITUATI ALLA VITA FRENETICA DELL'ITALIA. |
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27 NOVEMBRE 2007 - TUNISIA-LIBIA |
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I PAESAGGI SONO DELUDENTI: NON SALVAGUARDANO LA NATURA; C'E' IMMONDIZIA AI LATI DELLA STRADA CHE TIENE COMPAGNIA PER TANTI km INSIEME A ROTTAMI DI MACCHINE BRUCIATE. LA GUIDA DEI LIBICI FA' VERAMENTE PAURA, NON SUONA NESSUNO MA TUTTI VANNO DOVE VOGLIONO: CHI TI SUPERA A DESTRA, CHI ZIGZAGA FRA LE MACCHINE, CHI GIRA ALL'IMPROVVISO E CHI SI IMMETTE SENZA PREOCCUPARSI DEGLI ALTRI; UN VERO CASINO!! |
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28 NOVEMBRE 2007 - LIBIA |
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EGIZIANI O MAROCCHINI NON LO BEVONO NEMMENO. NONOSTANTE QUESTA DISCRIMINAZIONE, PER IL MOMENTO TUTTO BENE. IL PAESAGGIO COMINCIA A CAMBIARE NUOVAMENTE ORA E' SOLAMENTE DESERTO, PIATTO MA DESERTO, DI UNA SABBIA QUASI ROSSA NEL QUALE FAI QUASI FATICA A SCORGERE LE PRIME MANDRIE DI DROMEDARI. GIORNATA FATICOSA, MA DOMANI CE NE ASPETTA UNA ANCORA PEGGIO DI SOLA AUTOMOBILE, PER AVVICINARCI IL PIU' POSSIBILE ALLA FRONTIERA CON L'EGITTO. |
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29 NOVEMBRE 2007 - LIBIA |
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30 NOVEMBRE 2007 - LIBIA-EGITTO |
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L'IMPATTO CON L'EGITTO PER IL MOMENTO E' STATO POSITIVO; ANCHE QUI CI HANNO DATO UNA MANO E TUTTO SOMMATO I MILITARI, ANCHE SE UN PO' FISCALI, SONO GENTILI. TUTTI SALUTANO ANCHE SE SOTTO SOTTO PENSIAMO CHE CI PRENDANO UN PO' IN GIRO: TI GUARDANO, PARLANO IN ARABO E SI METTONO A RIDERE, BO!!! p.s. DAMY HA FUMATO PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA VITA. |
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1 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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gommista poco a lato della strada principale. Al campo c'è chi si lava i capelli, chi se li fa tagliare e chi, fortunatamente, prepara anche da mangiare; un buon risotto, un narghilè, due chiacchiere e poi a nanna. Domani destinazione Il Cairo.L'EGITTO PER IL MOMENTO E' STATO BELLO, I PAESAGGI VANNO DAL DESERTO AL MARE IN POCHE CENTINAIA DI METRI; SEMBRA NON ESISTANO PAESI, OGNI TANTO APPAIONO ALCUNE CASE, MA UN PAESE VERO E PROPRIO SEMBRA NON ESSERCI. SULLA STRADA INCONTRIAMO UNA QUANTITA' ESAGERATA DI CARRETTI TRAINATI DA ASINELLI, MA DEI PADRONI NON SI VEDE L'OMBRA. LA GENTE IN CITTA' SEMBRA GUARDARTI STORTO, MA APPENA ESCI, TUTTI SALUTANO, CHIEDONO UN PASSAGGIO, TI SORRIDONO, SE CHIEDI LORO UN FAVORE SONO MOLTO CORDIALI E OSPITALI. AL CONTRARIO LA POLIZIA SEMBRA PRENDERTI IN GIRO, NON PARLANO INGLESE QUINDI NON TI CAPISCONO, NON RIESCI A FARTI CAPIRE E SOPRATTUTTO SEMBRANO PROPRIO FARTI PERDERE TEMPO E PRENDERE IN GIRO (COME E' SUCCESSO OGGI). TUTTO SOMMATO NON CI TROVIAMO MALE, ANCHE SE NON POSSIAMO FARE SEMPRE TUTTO CIO' CHE VOGLIAMO, MA SOPRATTUTTO ADESSO CI SENTIAMO PROPRIO IN FERIE, NON DOBBIAMO PIU' CORRERE DA NESSUNA PARTE E LA STIAMO PRENDENDO UN PO' PIU' CON CALMA. IL TEMPO PER IL MOMENTO RESTA DALLA NOSTRA, IL SOLE SPLENDE ALTO NEL CIELO E SCOTTA, LA SERA SI FA PIU' FRESCA, MA SOPPORTABILE (CON IL PIUMINO)!! |
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2 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Hotel spartano, ma piacevole; la cena la consumiamo in uno dei loro fast-food con cibo locale ottimo. Ritorniamo in albergo verso mezzanotte, una doccia veloce e a nanna. L'IMPATTO CON IL CAIRO E' STATO QUASI TRAUMATICO: AVETE PRESENTE IL TRAFFICO DESCRITTO QUALCHE GIORNO FA' A TRIPOLI?? MOLTIPLICATELO PER ALMENO CINQUE VOLTE; LA GENTE E' VERAMENTE PAZZA, MA A QUANTO PARE CON BUONI RIFLESSI, NESSUN INCIDENTE VISTO. IN CITTA' TUTTI TI GUARDANO E, NON ABBIAMO ANCORA CAPITO COME, MA RICONOSCONO CHE SEI ITALIANO E TI SALUTANO, SCAMBIANO DUE CHIACCHIERE E POI SE NE VANNO; ALCUNI, INVECE, TI GUARDANO E SI METTONO A RIDERE, SOPRATTUTTO I RAGAZZINI, COSA AVREMO DI COSI' DIVERTENTE. LA GENTE RESTA SEMPRE CORDIALE E OSPITALE; IL CENTRO DELLA CITTA', ANCHE SE MOLTO CAOTICO, RESTA PULITO, SI VEDONO POCHE CARTACCE IN GIRO; LA GENTE NON INSISTE A VENDERTI LA MERCE CHE POSSIEDE; PER LA STRADA, IN MEZZO AL TRAFFICO, PASSANO RAGAZZINI CON VASSOI CARICHI DI SPUNTINI. |
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3 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Dopo circa quattro ore, un po' stanchi e affamati, decidiamo di uscire e di fermarci per uno spuntino con vista piramidi. Concludiamo la giornata con il rientro in albergo e una piccola cena. LA VISITA ALLE PIRAMIDI E' STATA VERAMENTE SPETTACOLARE, TI PONI E TI PORRAI ETERNAMENTE, SEMPRE LA STESSA DOMANDA: COME AVRANNO FATTO A COSTRUIRE DELLE STRUTTURE DEL GENERE?? FORMATE DA ENORMI BLOCCHI DI PIETRA E POI RIVESTITE INTERAMENTE DI GRANITO PER RENDERE LA SUPERFICIE LISCIA E RESISTENTE (ULTIMO PEZZO RIMASTO, LA CIMA DELLA PIRAMIDE DI CHEFREN); NON SI NOTA NEMMENO L'ENTRATA DI QUESTI EDIFICI, COSTRUITI SOLAMENTE PER ESSERE UTILIZZATI COME TOMBE PER I FARAONI. E POI LA SFINGE ANCORA PIU' MISTERIOSA E VISTA DA VICINO ANCORA PIU' AFFASCINANTE CON IL CORPO DA LEONE E IL MUSO DI FARAONE. CARATTERISTICI I CAMMELLI CON IL MANTO CHIARO QUASI GRIGIO E BARDATI CON PENDENTI IN LANA TUTTI COLORATI, SUI QUALI PUOI FARE IL GIRO DEL SITO ARCHEOLOGICO. L'UNICA PECCA DI QUESTO MERAVIGLIOSO LUOGO, E' LA GENTE INSISTENTE CHE TI RINCORRE PER VENDERTI DEI BIGLIETTI GIA' USATI O PER PORTARTI COL SUO CAMMELLO QUANDO SENZA NESSUN PROBLEMA I TAXI ARRIVANO ALL'ENTRATA PRINCIPALE. COMUNQUE LA VISITA DI QUESTE IMPONENTI PIRAMIDI MI LASCERA' SEMPRE QUALCOSA NEL CUORE, MA SOPRATTUTTO LASCERA' LA CURIOSITA' DI CAPIRE E SAPERNE SEMPRE UN PO' DI PIU'; UNO SPETTACOLO MERAVIGLIOSO, DA NON PERDERE. |
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4 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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LA GIORNATA E' STATA PIACEVOLE, IL MUSEO MOLTO INTERESSANTE, AVREBBE MERITATO UNA VISITA DI ALMENO DUE GIORNI CON GUIDA; NONOSTANTE CIO' ABBIAMO POTUTO AMMIRARE LE MERAVIGLIE EGIZIANE ANCHE SE LA LORO DISPOSIZIONE E SPIEGAZIONE LASCIA UN PO' A DESIDERARE, SEMBRA PROPRIO CHE NON CI TENGANO ALLA LORO CULTURA. QUESTA SERA E' PASSATA ANCORA LA POLIZIA E, DA QUANTO ABBIAMO CAPITO, PASSERA' PER TUTTA LA NOTTE PER CONTROLLARE SE TUTTO VA BENE. |
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5 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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CON TUTTO CIO' CHE GLI OCCORRE ALL'INTERNO DI QUESTI ENORMI COMPLESSI. NONOSTANTE CIO' LA POCA GENTE CHE RIESCE A VIVERE IN QUESTI LUOGHI RESTA COMUNQUE CORDIALE E OSPITALE DANDOCI IL PERMESSO DI METTERE CAMPO ALLE PORTE DEL MONASTERO IN TRANQUILLITA'; IL CIELO E' PIENO DI STELLE E L'UNICO RUMORE CHE SI SENTE E' IL BORBOTTIO DELL'ACQUA DEL NOSTRO NARGHILE'. OGGI FINALMENTE CI RILASSIAMO E STIAMO PRENDENDO IL VIAGGIO CON UN PO' PIU' DI CALMA GODENDOCI I PAESAGGI E LA CULTURA DEL POSTO. |
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6 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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E' MOLTO SORVEGLIATA: OGNI POCHI CHILOMETRI C'E' UN POSTO DI BLOCCO E A TUTTI I PONTI E INCROCI CHE PORTANO AI VILLAGGI CI SONO SEMPRE DELLE GUARDIE ARMATE, QUASI COME SE FOSSERO IN STATO DI ASSEDIO; NONOSTANTE CIO' TI SALUTANO TUTTI. |
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7 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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FRATELLI. UN GRAZIE PARTICOLARE ANCHE A TUTTA LA GENTE CHE GENTILMENTE E PAZIENTEMENTE CI HA SPIEGATO E INDICATO DOVE POTER TROVARE QUESTO MAGNIFICO E SIMPATICO CAMPEGGIO. |
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8 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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PARTE POSSIEDE UN PEZZO DI TERRA CHE COLTIVA, IL RACCOLTO LO PORTA AL MERCATO, CARICATO SU UN PICCOLO CARRETTO IN LEGNO TRAINATO DA UN ASINELLO, PER RIUSCIRE A GUADAGNARE QUEI POCHI SOLDI CHE GLI PERMETTONO DI SOPRAVVIVERE. LE DONNE SEMBRANO ESSERE SOTTOMESSE AGLI ORDINI DEGLI UOMINI, INDOSSANO I TIPICI VESTITI A TUNICA E UN VELO CHE LASCIA LORO LIBERO TUTTO IL BEL VISO. |
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9 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Altra giornata di relax, stamattina non c'è sveglia e ognuno si alza quando più gli pare, i ritardatari tirano le dieci. Lungo la mattinata c'è chi va a correre, Tiziano e Lele, ma tornano non molto tempo dopo carichi di legna; chi si dedica di nuovo al bucato; chi legge; chi si diletta all'uncinetto. La giornata passa via veloce, tra un sonnellino e due partite a carte arrivano presto le sei; Yahya ci ha preparato la cena a base di pesce e verdure, cucina tipica nubiana. Mangiamo gustandoci ogni piccola prelibatezza e alle sei e mezza, io, Damy e Lele, prendiamo il taxi che ci porta al traghetto, attraversiamo il Nilo e ci precipitiamo in stazione per prendere il treno che in ben 12 ore ci porterà al Cairo dove dovremo fare i visti per il Sudan. |
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10 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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stiamo aspettando il nostro treno delle 7:40 che ci riporta ad Aswan. COSA DIRE DEL QUARTIERE ISLAMICO, VERAMENTE BELLO; LA GENTE TI SALUTA CHIEDENDOTI DI DOVE SEI E POI TI INVITA AD ENTRARE, DARE UN'OCCHIATA E SE PER CASO GLI DICI DI NO, NON SE LA PRENDONO E TI SALUTANO SORRIDENDO. ABBIAMO CAMMINATO ATTRAVERSO LE VIUZZE PIENE DI BOTTEGHE DI TUTTI I TIPI: DAI VESTITI AI PROFUMI, AGLI ELETTRODOMESTICI PER LA CASA, A CIANFRUSAGLIE DI OGNI TIPO. COLORI E SUONI HANNO RIEMPITO QUESTE NOSTRE ORE DI MERAVIGLIA E SORPRESA; UN FIUME DI PERSONE CHE CONTRATTANO E COMPRANO DAL MIGLIORE OFFERENTE. NELLE STRETTE VIE I MERCANTI UTILIZZANO CARRETTI STRACARICHI TRAINATI DA CAVALLI; SFRECCIANO DI CORSA CON LE LORO VESPE O CORRONO SPINGENDO A MANO DEI PICCOLI AGGEGGI CON LE RUOTE. OGNI VIA E' CARATTERISTICA PER LE BOTTEGHE TUTTE UGUALI: C'E' QUELLA DEI VESTITI, QUELLA DELLE COSE DI CASA, QUELLA DEI SOUVENIR, QUELLA VERAMENTE COLORATE DELLE STOFFE, E C'E' PERFINO QUELLA CON IL PROFUMO DI LEGNO DEI FALEGNAMI. E' STATA VERAMENTE UN'ESPERIENZA BELLISSIMA, ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. |
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11 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Finalmente sono le 7:40, il treno parte puntuale; oggi siamo in seconda classe ed è molto più comoda della prima, sedili inclinabili, ampio spazio. viaggio lungo e infinito; si sgranocchia qualcosina, si dormicchia, si guarda fuori dal finestrino. Scendiamo dal treno che sono le 22:00; arriviamo in campeggio, Francy e Tiziano ci hanno preparato gli spaghetti, mangiamo e poi... finalmente dopo due giorni riusciamo a sdraiarci. |
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12 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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| 13-14 DICEMBRE 2007 - EGITTO | ||||||
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Giornata passata all'Adam's Home. Ci svegliamo verso le otto e mezza; passiamo a dare una controllata a Tiziano che da ieri sera non sta molto bene e poi, affrontiamo una piccola passeggiata nel deserto dietro il campeggio. Risaliamo la piccola montagna lì vicino per ammirare il paesaggio e poi ci rilassiamo seduti all'ombra. Lele fa da maestro a me a Damy alla chitarra, mentre Francy si diletta all'uncinetto. Sgranocchiamo qualcosina di veloce e... arriva presto il buio senza che ce ne accorgiamo. Oggi pomeriggio è stato qui Orabi, abbiamo chiacchierato, gli abbiamo offerto il caffè e ci ha confermato che avremo i visti per sabato e il lunedì prenderemo il traghetto che ci porterà finalmente in Sudan. Oggi, venerdì, Tiziano sta molto meglio, ma per non strapazzarlo passiamo un'altra giornata in campeggio. Orabi arriva verso sera con una mega torta che dividiamo con tutti quanti. |
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15 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Ci incontriamo con Yahya in centro ad Aswan e ci dirigiamo al consolato sudanese per i visti che... non abbiamo ancora; dicono che ce li avremo lunedì. Passiamo alla Nile Navigation e... il traghetto ce lo danno per il giorno 30; sono tutti pazzi da queste parti, mi arrabbio un po' ma Orabi sembra aver messo le cose a posto e il traghetto lo prendiamo lunedì. Mah!!! non siamo tanto convinti, ma continuano a dirci di fidarsi di loro; speriamo bene. Facciamo una veloce spesa e poi il pieno alle macchine e, infine, rientriamo in campeggio un po' sconsolati. Oggi non abbiamo concluso nulla |
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16 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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IN VACANZA. QUESTE BESTIE SONO PARTICOLARI, MOLTO CALME E PACIFICHE, DOCILI E FACILI DA GESTIRE; HANNO LA FACCIA SIMPATICA E QUELLE LORO ZAMPE ENORMI E MOLLEGGIATE SONO LA FINE DEL MONDO. |
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17 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Sveglia alle sei, oggi dobbiamo fare un sacco di cose; c'è da andare al consolato per i visti, e poi di corsa al traghetto: oggi si parte per il Sudan, non vediamo l'ora. Siamo i primi al consolato, poco dopo arriva la prima notizia negativa: i sudanesi, ma alla fine tutti gli islamici, da domani per quattro giorni sono in festa, quindi il traghetto non parte. Siamo tutti delusi e un po' arrabbiati ma non ci arrendiamo, vogliamo almeno i visti per riuscire a partire lunedì prossimo. Piantoniamo il consolato tutta mattina, verso le due ecco la seconda notizia negativa: i visti sembrano non arrivare. Sempre più delusi ce ne andiamo, dobbiamo trovare un posto dove caricano le bombole, la nostra è quasi finita, ma non lo troviamo. Arriva la telefonata di conferma: i visti non ci sono, ci consigliano di andare al Cairo, ma anche là sono in festa e non sono aperti. Torniamo in campeggio delusi e distrutti, senza avere idee chiare su cosa fare e senza aver concluso nulla nemmeno oggi. Più o meno prendiamola decisione di aspettare sabato quando riapre il consolato qui ad Aswan, sperare che ci facciano i visti e prendere la nave lunedì. |
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18 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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19-20-21 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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22 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Oggi andiamo ad Aswan a fare un giro e una piccola spesa; il consolato è chiuso, i visti ce li faranno domani. Camminiamo nella via del centro, visitiamo alcuni negozietti; contrattiamo per la spesa e poi facciamo ritorno al campeggio, stasera cuciniamo noi per tutta l'Adam's Family. Francy prepara della peperonata e un'esagerata carne di pecora, offertaci da Arafat, con le verdure; gli uomini si dedicano al fuoco per la polenta e il pollo alla griglia; io preparo della pasta. Ci ritroviamo tutti tutti quanti nella nostra saletta e facciamo festa tutti insieme per la seconda volta. I saluti di tutti quasi ci commuovono e ci dispiace quasi andare ma il Sudan ci aspetta. |
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23 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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Sveglia all'alba, oggi vogliamo ottenere i visti per l'agognato Sudan e se ce la facciamo anche il traghetto. In compagnia di Yahya andiamo prima a far colazione a casa sua; verso le 10:30 raggiungiamo il consolato sudanese e aspettiamo, aspettiamo che arrivi il console per firmare i visti. Finalmente verso mezzogiorno abbiamo in mano visti e passaporti pronti per partire; andiamo da Mr. Salas ma il traghetto parte domani solo se riesce a riempirlo. Ancora col dubbio se partiamo o se dobbiamo fermarci ancora una settimana, torniamo al campeggio mezzi felici; almeno una cosa l'abbiamo ottenuta. Una doccia veloce, ultimo bucato egiziano (speriamo) e poi relax in attesa del Ministro dell'Arabia Saudita che stasera ha organizzato un party nel villaggio nubiano. Un via vai di gente mostruoso: i tavoli con le sedie ricoperte di lenzuola bianche; tavoli di pentole con cibo a volontà; uno spiedo per una povera pecora. Arriva anche un gruppo di canti e danze locali per rallegrare la serata; peccato che il ministro si fa aspettare per ben tre ore e arriva alle 22:00. Yahya ci ha invitato per la cena, ma possiamo mangiare solo quando tutti se ne sono andati e ciò avviane all'una di notte; con una fame che non ci vediamo più, mangiamo quel poco che è rimasto e pure tutta roba fredda. Finalmente si va a letto; speriamo per domani. LA SERATA E' STATA PARTICOLARE; NONOSTANTE IL RITARDO DEL MINISTRO E' STATA PIACEVOLE E INTERESSANTE. E' PARTICOLARE VEDERE CON QUALE IMPEGNO CERCANO DI ORGANIZZARE UNA FESTA. TUTTO L'ALLESTIMENTO E IL CIBO SONO ARRIVATI DA FUORI; DECINE DI PERSONE SONO INTENTE NEI PREPARATIVI PER ESSERE AL TOP AL MOMENTO GIUSTO. I BALLI TIPICI SONO STATI PIACEVOLI; MOLTI STRUMENTI A PERCUSSIONE (TAMBURELLI E TAMBURI) DAVANO IL RITMO AI BALLERINI IN COSTUMI LOCALI COLORATI DI GIALLO, VERDE E ARANCIONE. |
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24 DICEMBRE 2007 - EGITTO |
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toccare. Poco dopo la partenza superiamo la nostra chiatta che mi sa tanto che arriverà fra due giorni, ma non importa ora siamo in Sudan e la nostra avventura può continuare. IL TRAGHETTO FA UN PO' SCHIFO, E' VECCHIO E STRAVECCHIO E A DIR LA VERITA' NON E' PER NIENTE PULITO; ABBIAMO PRESO LA SECONDA CLASSE E ALL'UNANIMITA' ABBIAMO DECISO DI DORMIRE SUL PONTE ALL'APERTO, PER LO MENO NON MORIREMO ASFISSIATI DA ODORI NAUSEABONDI ED E' MOLTO PIU' PULITO DELL'INTERNO (ANCHE CHI HA PRESO LA PRIMA CLASSE CON LE CABINE HA DETTO CHE FANNO PAURA). SPERIAMO DI PASSARE UNA NOTTE TRANQUILLA E MAGARI NEL CIELO STELLATO ILLUMINATO DALLO SPLENDORE DELLA LUNA PIENO VEDREMO PASSARE BABBO NATALE COI SUOI CAMMELLI. I REGALI PER NOI SONO ARRIVATI QUALCHE GIORNO IN ANTICIPO, E SPERIAMO CHE STASERA CE NE LASCI QUALCUN'ALTRO. BUON NATALE A TUTTI. |
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25 DICEMBRE 2007 - EGITTO-SUDAN |
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NEGOZIETTI UNO IN FILA ALL'ALTRO, CASE COSTRUITE DI SOLI MATTONI NON FINITE; ANCHE QUI CI SONO I SOLITI CARRETTI CON GLI ASINELLI; LE MACCHINE, QUASI TUTTE LAND 88, NON SO COME FANNO AD ANDARE AVANTI E I PULLMAN SEMBRANO CADERE A PEZZI DA UN MOMENTO ALL'ALTRO. NONOSTANTE TUTTO CI STIAMO GIA' ADATTANDO ALLA NUOVA VITA, SPERIAMO BENE!! |
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26 DICEMBRE 2007 - SUDAN |
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ferma. Andiamo a riprendere il resto della truppa, salutiamo, con la speranza di rivederci, Werner e Susy e partiamo per la prossima avventura. Poco prima di partire incontriamo due americani, Daniel e Damian; vanno anche loro a Khartum e Tiziano chiede loro se vogliono un passaggio fino in città. Partiamo tutti insieme; la strada che costeggia la ferrovia, diventa subito una pista nel deserto, a tratti battuta a tratti con sabbia così soffice da rischiare di restare insabbiati. Viene buio presto e decidiamo di fare campo in mezzo al deserto; spaghetti polenta e lardo sono la nostra cena. Buona notte!! |
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27 DICEMBRE 2007 - SUDAN |
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piccola insabbiatura. Riprendiamo il cammino e... davanti a noi il treno; ci spostiamo poco più a lato e salutiamo il macchinista a suono di clacson; risaliamo sulle rotaie, ma comincia ad essere un po' troppo pericoloso. Sono rialzate di circa due metri e a lato non c'è molto spazio; appena riusciamo scendiamo, ora la pista sembra più battuta e la Land 90 viaggia abbastanza bene. Poco prima del tramonto raggiungiamo la Stazione 8 dove facciamo campo, cambio e frizione scottano così tanto da non riuscire a tener su la mano. Non abbiamo capito cosa possa essere successo, speriamo bene per domani e per i prossimi giorni; per il momento buona notte. FERMANDOCI ALLA STAZIONE 5 INCONTRIAMO DELLA GENTE NUBIANA CHE CI OFFRE DEL TE' E DEI DATTERI; ANCHE IN MEZZO AL NULLA DEL DESERTO QUESTA GENTE OFFRE GENTILMENTE LA SUA OSPITALITA' E QUEL POCO CHE HA; ANCHE QUI, ALLA STAZIONE 8, CI HANNO ACCOLTO CON CORDIALITA' E FELICITA' OFFRENDOCI UN POSTO AL RIPARO DAL VENTO. |
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28 DICEMBRE 2007 - SUDAN |
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mentre gli uomini vestono di bianco. Il paesaggio è esagerato: colline di sabbia e sassi rosse, nere, bianche e biege punteggiate di acacie verdi e cespugli grigi, ogni tanto qualche cammello e gli asini coi carretti stracarichi. Visto che la Land 90 sembra non mollare, decidiamo di raggiungere Khartum stasera. Facciamo tappa a Shendi per la cena; in una strada polverosa dei tavoli con delle sedie, un bancone con la carne tagliata a pezzetti, delle uova e la solita zuppa di fagioli; cena esagerata quasi da far paura ai locali, mangiamo con le mani e non lasciamo indietro nulla. Raggiungiamo stanchi morti Khartum e il campeggio che è ormai mezzanotte, finalmente una doccia e poi a nanna. GIORNATA STRESSANTE, VISTO CHE LA MACCHINA FA' I CAPRICCI SIAMO STATI IN TENSIONE TUTTO IL GIORNO CON QUATTRO OCCHI SULLA STRADA E ALTRETTANTE ORECCHIE PER STARE A SENTIRE IL MOTORE; OGGI ABBIAMO VIAGGIATO PER BEN 15 ORE E ABBIAMO RAGGIUNTO LA TEMPERATURA ESTERNA DI 40°, COMINCIA A FAR CALDO. |
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29 DICEMBRE 2007 - SUDAN |
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Usciamo dal campeggio sicuri di andarcene oggi con i visti dell'Etiopia, ma non abbiamo calcolato che gli uffici sono chiusi, dobbiamo tornare domani. Nel frattempo facciamo la spesa al centro commerciale; qualche telefonata in Italia per avere consigli su come sistemare la Land 90. Cerchiamo l'officina Land Rover che avevo trovato su internet; ci ritroviamo nei sobborghi di Khartum, zona tutta di meccanici, alla fine la troviamo; due serrande, all'interno i magazzini con i pezzi di ricambio, fuori un 110 smontato. Damy chiede informazioni, nel frattempo ci offrono del tè; compriamo dell'olio del cambio, sembra che il problema sia solo il tipo di olio sbagliato, speriamo bene. Facciamo ritorno in campeggio, c'è chi fa il meccanico, chi la lavandaia e chi invece cucina per la truppa che anche oggi ha saltato il pranzo. Domani andremo all'Ambasciata etiope e ci avvicineremo al confine, buona notte!! |
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30 DICEMBRE 2007 - SUDAN |
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31 DICEMBRE 2007 - SUDAN-ETIOPIA |
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Oggi partiamo presto la mattina, la strada corre in mezzo alla savana; passiamo piccoli villaggi di case fatte di paglia e terra e incontriamo mandrie di mucche e tori condotte da pastori "armati" di un solo bastone. Raggiungiamo la frontiera verso le undici, pratiche doganali abbastanza veloci e per l'una siamo di nuovo in viaggio; in un altro paese, l'Etiopia. Già notiamo la differenza fra i due paesi: la strada diventa sterrata. le case costruite tutte in legno, paglia e terra, la gente molto più povera. I più forti sono i bambini che appena ti vedono, corrono fuori di casa e ti salutano felici; sono solo un po' insistenti se ti fermi e dai la caramella a uno, allora sei finito, intorno a te si forma un nugolo di bambini e poi... come fai a dir di no!! Anche il paesaggio è molto più interessante: la strada è un continuo su e giù dalle colline, ogni tanto quattro case indicano che lì c'è un paesello, acacie fino ai 1000 mt di altezza, poi eucalipti svettanti da terra rossa. Sugli altipiani, che oggi hanno raggiunto 2250 mt, campi coltivati che vanno dal giallo al verde, mucche e pecore al pascolo. Raggiungiamo la strada asfaltata che ormai è buio, cerchiamo un ristorante; ci raggiunge Uwe che avendo il camper va più piano, beviamo una birra insieme, ci facciamo gli auguri di buon anno nuovo ed ora tutti a nanna. Buona notte e buon anno. |
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1 GENNAIO 2008 - ETIOPIA |
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2 GENNAIO 2008 - ETIOPIA |
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3 GENNAIO 2008 - ETIOPIA |
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4 GENNAIO 2008 - ETIOPIA-KENYA |
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Oggi sveglia facoltativa; sentiamo gli amici dall'Italia che ci dicono che partono fra una settimana, sono riusciti a cambiare il volo, così passano un po' di casini e noi possiamo prenderla con più calma. Partiamo per raggiungere la frontiera; la strada si snoda in mezzo alla savana, con terra rossa e acacie; ogni tanto dei termitai svettano alti nel cielo. Il paesaggio è proprio africano, le tipiche capanne di paglia, l'odore della gente nell'aria, i termitai che sembrano delle sculture, all'ombra delle acacie a ombrello greggi e mandrie trovano refrigerio. Lungo la strada i primi avvistamenti: strani uccelli, aquile bianche, delle piccole antilopi, scoiattoli. Raggiungiamo la frontiera, pratiche doganali molto veloci (non più di un'ora); dobbiamo abituarci alla guida a sinistra, ma c'è chi, dopo solo qualche centinaia di metri si trova già contromano, fortunatamente il traffico non è quello del Cairo. Troviamo posto al campeggio di Moyale, una meritata pasta e delle ottime patate sono la nostra cena. Finalmente siamo in Kenya. |
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5 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Sveglia all'alba, dobbiamo aggregarci ad un convoglio per raggiungere il primo paese, Marsabit, ma una volta arrivati dalla polizia fanno un controllo veloce e poi ci dicono che possiamo andare, che non c'è nessun problema. Felici accendiamo i mezzi e partiamo alla scoperta del Kenya; dopo 3-4 km ecco un posto di blocco, questi ci dicono invece che non possiamo andare in giro senza scorta, hanno cercato di spillarci un po' di soldi, ma alla fine hanno ceduto loro. Ora possiamo correre liberi nella savana alla scoperta di nuovi animali. Il primo non si fa aspettare molto, si tratta di un rapace di colore blu; lungo il percorso abbiamo avvistato anche dei dik-dik, degli impala, degli avvoltoi su una carcassa, un gruppo di struzzi e pure dei babbuini che ora ci tengono compagnia in campeggio. Dopo ore di strada sterrata che ci ha visto impegnati duramente, raggiungiamo Marsabit, andiamo alla ricerca del campeggio che si trova poco dentro l'omonimo parco; qui ci ha accolto un branco di babbuini che ha cominciato subito a farci gli scherzi. Ci hanno portato via fulmineamente una patata e hanno cominciato a buttare giù dalle piante i residui del cibo. Ora sembrano andati a dormire, speriamo non vengano a svegliarci troppo presto. DICIAMOLO, IL KENYA E' PROPRIO BELLO: IL PAESAGGIO, LA NATURA, GLI ANIMALI, LA GENTE. STIAMO AVVISTANDO I PRIMI ANIMALI E SEMBRIAMO DEI BAMBINI QUANDO RICEVONO UN REGALO; LA GENTE TI SALUTA, I MANDRIANI VESTITI DI GIALLO, ROSSO O ARANCIONE SPICCANO NEL ROSSO E VERDE DELLA NATURA. SEMBRA DI ESSERE ARRIVATI IN UN ALTRO MONDO TUTTO COSI'... NATURALE E MOLTO MOLTO BELLO. |
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6 GENNAIO 2008 - KENYA |
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una doccia fredda ristoratrice e poi a cena nel ristorante del Lodge. Il Land 90 presenta nuovi problemi: ieri abbiamo perso un faro supplementare, con le vibrazioni si è rotto il supporto e poi...; oggi, invece, fortunatamente quando eravamo quasi arrivati, se ne è andato il cilindretto dei freni posteriori, speriamo sia una cosa veloce da sistemare. LA STRADA STERRATA CI HA UN PO' DEMOLITO E STANCATO, MA TUTTO SOMMATO E' STATO PIACEVOLE; IL PAESAGGIO E' VARIATO SPESSO. ARRIVATI IN PAESE, PERO', LA GIORNATA E' STATA ROVINATA DA UNO CHE ACCOMPAGNATOCI AL LODGE, CI HA CHIESTO DEI SOLDI PER IL DISTURBO. CI HA LASCIATI UN PO' SPIAZZATI E DELUSI: CHE INSEGNAMENTO DA' AI RAGAZZINI, AVREMMO DATO MOLTO PIU' VOLENTIERI QUALCOSA AI BAMBINI CHE AD UN ADULTO CHE OLTRETUTTO HA INSISTITO. A PARTE QUESTO, LA SISTEMAZIONE CHE ABBIAMO TROVATO NON E' PER NULLA MALE. BUONA BEFANA A TUTTE!!! |
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7 GENNAIO 2008 - KENYA |
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| macchina. Usciamo tutti in compagnia per la cena a base di carne mista alla piastra, patate, verdure, riso e polenta locale; una mangiata infinita e molto buona. Ora in camera vi do la buona notte per un riposo meritato, buona notte a tutti!! | ||||||
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8 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Siamo a Nairobi per fare compere. Noi ci dedichiamo alla tessera telefonica, poi passiamo in banca; ora siamo al centro commerciale e poco dopo andiamo a comprare lettore DVD e VHS. Ivano vuole creare un piccolo cinema per i bambini maasai, dall'Italia abbiamo portato un generatore e il video proiettore, mancano l'impianto, i lettori e un telo su cui vedere i film e cartoni. Entro sera riusciamo a trovare tutto compresa la lista dei farmaci da portare al dispensario. Finalmente, verso le sei, partiamo da Nairobi per raggiungere il villaggio di Merueshi; carichiamo il tutto sulla macchina e viaggiano in 3 nella Land 90 e in 6 sul Toyota; la strada è asfaltata con qualche deviazione di sterrato; poi si addentra nella savana e dopo circa 4 ore siamo alla meta. Ci hanno aspettato tutti in piedi per darci il benvenuto, sono molto felici per il nostro viaggio andato bene, ci dedicano una preghiera di accoglienza, beviamo un tè in compagnia e poi tutti a nanna. Prima di raggiungere il villaggio abbiamo avvistato nel buio delle zebre, due giraffe e delle gazzelle. |
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| 9 GENNAIO 2008 - KENYA | ||||||
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e i bambini sono ancora più felici di prima, si posizionano in prima fila e, attratti dalla tecnologia, non si schiodano un secondo; ci raggiunge anche il capo villaggio felice della situazione. Cena locale a base di ciapati (simile alla piadina), fagioli e carne con verze; un caffè all'italiana; una "doccia" (mastello con acqua scaldata sul fuoco) e ora tutti a nanna. PRIMA GIORNATA DI LAVORO, UN PO' FATICOSA MA SODDISFACENTE. LA SISTEMAZIONE DEL DISPENSARIO PER RENDERLO USUFRUIBILE E DI FACILE ORGANIZZAZIONE. LA COSA PIU' BELLA DI OGGI E' STATO VEDERE I BAMBINI FELICI DELLA TECNOLOGIA; NEL POMERIGGIO ERA BASTATO LORO SENTIRE DUE NOTE CHE GIA' SALTAVANO E BALLAVANO; LA SERA POI, DAVANTI AL CARTONE ANIMATO NON LI SENTIVI PROPRIO PIU' ATTRATTI, QUASI STUPITI, DELLA SITUAZIONE. SONO BAMBINI MOLTO UMILI, CIO' CHE HANNO GLI BASTA, MA NEL MOMENTO IN CUI VEDONO NUOVE COSE DIVENTANO DI UN CURIOSO, SONO BASTATE LE LAMPADE FRONTALI PER FARLI IMPAZZIRE. NEL MOMENTO IN CUI, PERO', GLI DICI BASTA, GENTILMENTE TI RIPORTANO LE COSE CHE HAI PRESTATO LORO; ANCHE QUANDO E' FINITO IL FILM, SENZA DIR NULLA OGNUNO HA RIPORTATO AL SUO POSTO LA SEDIA, SONO PASSATI A SALUTARE TUTTI QUANTI E SONO ANDATI DRITTI A DORMIRE. |
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10 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Oggi Ivano e Simayiai ci portano nella savana. Partiamo di buon ora, ci dicono già troppo tardi per vedere gli animali, ma noi siamo pieni di speranza. Appena fuori dal villaggio un gruppo di giraffe si aggira fra le spinose acacie; subito dopo passano al galoppo altre giraffe, seguite da un branco di zebre e da uno di gnù, veramente spettacolare. Come dei bambini non stiamo più nella pelle, ad ogni piccolo movimento o ad un avvistamento lontano, scendiamo dalle auto e armati di macchina fotografica e videocamera partiamo all'inseguimento; nascosti dietro i cespugli riusciamo ad avvicinarci abbastanza ad un enorme branco misto di zebre e gnù. In circa un'ora siamo riusciti a fare due chilometri in tutto; allunghiamo il passo, ci dirigiamo verso un pozzo dove carichiamo l'acqua; poi continuiamo la perlustrazione con avvistamento anche di struzzi e veloci antilopi. Ora il paesaggio cambia, dalle acacie passiamo alla savana vera e propria: erba alta dai 50 ai 60 cm, qua e là qualche acacia sotto la cui ombra trovano refrigerio zebre, gnù, antilopi, delle specie di cervi. Fra una fermata e l'altra, raggiungiamo la montagna dove porta il bestiame la famiglia di Simayiai; la risaliamo e... uno spettacolo meraviglioso. Ci troviamo al centro della savana, sotto di noi praterie che si perdono nell'orizzonte; tanti verdi diversi in base alla quantità di acqua presente; i raggi del sole che filtrano fra le nuvole rendono il tutto ancora più magico. Ora scendiamo e ci spostiamo sotto un'acacia enorme dove facciamo campo; mangiamo verso le quattro; nel frattempo vengono a farci visita gli abitanti della zona, noi, invece, andiamo a far visita alla cugina di Simayiai. Assistiamo a un tramonto spettacolare, vediamo il Kilimangiaro e un gruppo di giraffe al pascolo. |
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11 GENNAIO 2008 - KENYA |
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12 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Stamattina c'è chi si dedica la bucato e chi a chiacchierare con i maasai, ovviamente in swahili!! Poi, all'alba di mezzogiorno, partiamo per Loitokitok dove dovremmo trovare qualcuno per organizzare la nostra salita sul Kili. Raggiungiamo il paese dopo due ore e mezza di strada sterrata; troviamo un posto di guide, ma non c'è nessuno; con l'aiuto di un tizio, sconfiniamo in Tanzania clandestinamente, ci porta alla partenza del sentiero, chiamiamo il capo dell'agenzia e... dobbiamo tornare al paese. Ci incontriamo in un bar, chiediamo tutte le informazioni necessarie e poi facciamo rientro a Merueshi. Appena arrivati siamo già di partenza, stasera c'è la prima serata di cinema nella savana; raggiungiamo la chiesa, montiamo tutto l'impianto e proiettiamo prima un filmato sull'AIDS e poi un cartone animato per i più piccoli. Facciamo rientro in villaggio che sono già le 11:30, fra poco dobbiamo partire per raggiungere l'aeroporto di Nairobi per andare a prendere il resto della combricola che dovrebbe arrivare domani alle 4:00. Una piccola dormita di tre ore e poi di partenza per Emali; da qui Damy prende un matatu e parte per Nairobi. |
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13 GENNAIO 2008 - KENYA |
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In attesa di Sergio, Ada, Andrea, Claudio e Michele, al campo base ci si dedica ad una sana dormita, a una colazione, alla doccia e al bucato. Verso l'una cominciamo a preparare il pranzo; finalmente nel villaggio appare un matatu, sono loro, un abbraccio a tutti e poi diamo una mano a scaricare i bagagli. Nel frattempo viene pronto il pranzo a base di casoncelli fatti in casa dalla mitica Elsa, grazie di cuore. Nel pomeriggio i nuovi arrivati organizzano le loro tende; facciamo due chiacchiere e poi... via, seconda serata cinematografica nel villaggio di David; montiamo il tutto nella chiesa e poi ci dirigiamo a casa sua, ci ha invitato per un tè. Veniamo accolti calorosamente da tutta la famiglia, dal più piccolo al capo villaggio; ci fanno sedere attorno a due tavoli che verranno poi imbanditi con termos di tè e latte, coca-cola, pane, biscotti, burro, tutto questo per noi. Prima di ritornare in chiesa ci ringraziano per aver accettato l'invito, noi ricambiamo affettuosamente; in cambio loro avevano preparato degli oggetti artigianali tipici maasai che ci hanno distribuito uno per uno. Alla fine ci dedicano una preghiera e poi... tutti al cinema; stasera c'è il pienone e tutti si sono divertiti a vedere "Il Re Leone". Soddisfatti della serata, torniamo al villaggio un po' tutti stanchi, ci meritiamo proprio una bella dormita. QUESTA SERA E' STATA PROPRIO INDIMENTICABILE. L'OSPITALITA' DI DAVID E FAMIGLIA CI HA PROPRIO SBALORDITO; CI HANNO OFFERTO IL TE' COME FOSSIMO GLI AMICI PIU' CARI, MA CIO' CHE CI HA LASCIATO VERAMENTE MERAVIGLIATI E UN PO' SPIAZZATI SONO STATI I DONI CHE CI HANNO DISTRIBUITO, PROPRIO NON CE LO ASPETTAVAMO. ASHE' OLE' DAVID. |
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14 GENNAIO 2008 - KENYA |
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15 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Oggi relax; siamo andati a prendere l'acqua al pozzo, c'è chi ha fatto il bucato; chi ha aggiornato il diario. Mangiamo un buon risotto e piselli, salutiamo Ivano e Simayiai che oggi tornano in Italia e poi alcuni di noi raggiungono Emali per organizzare insieme a Mike la nostra salita al Kili. Il pomeriggio passa veloce, fra una passeggiata e una chiacchierata arriva presto buio; andiamo a far legna, stasera polenta, salame e formaggio. Buona notte a tutti. |
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16 GENNAIO 2008 - KENYA |
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17 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Kilimanjaro. Verso sera c'è un problema, torniamo all'ufficio immigrazione appena passato; vedendoci tornare e non essendo passati in Tanzania siamo diventati "figli di nessuno", è come se non esistessimo più; ci dicono però di tornare domani mattina che si mette tutto a posto; per fortuna nulla di grave. Torniamo al cottages e ci facciamo una mega mangiata, due chiacchiere in giardino e ora a nanna, domani si comincia l'avventura. SIAMO UN PO' TUTTI PREOCCUPATI E UN PO' EUFORICI PER LA PARTENZA VERSO LA VETTA; AVREMO PRESO TUTTO!!?? CE LA FAREMO A TOCCARE LA CIMA?? PER IL MOMENTO IL TEMPO CI ASSISTE E IL MORALE E' A BUON LIVELLO. BUONA FORTUNA RAGAZZI. |
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18 GENNAIO 2008 - TANZANIA |
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Si parte; colazione per le otto e... pronti via. Raggiungiamo la frontiera con la Tanzania, pratiche per i visti abbastanza veloci e poi ci avviciniamo alla Rongai Gate da dove parte il sentiero per la cima del Kilimanjaro. Il tempo non è dei migliori, scappa qualche goccia di pioggia, ma non ci fa paura nulla. I nostri portatori organizzano i loro carichi (20 kg a testa) e noi organizziamo i nostri; partiamo che sono le 12:30 da una quota di circa 2000 mt. Il sentiero si inoltra attraverso piantagioni di pini e coltivazioni di mais e patate, ogni tanto qualche casa costruita con assi di pino; i bambini ci salutano e ci chiedono della cioccolata; il Kili per il momento non si fa vedere nascosto dietro le nuvole. Ci addentriamo nella foresta, l'umidità aumenta e le enormi piante vengono ricoperte di licheni, muschi e liane; alcune scimmie ci guardano indisturbate dall'alto dei rami. Il bel sentiero di terra e ghiaia racchiuso in cordoli di legno ora lascia la foresta e continua in una zona di alberelli e arbusti non più alti di due metri. Ora riusciamo ad intravedere il Kili imbiancato di fresco; qualche fiore tipico del luogo (Protea kilimanjarica) fa capolino dai cespugli. Ci fermiamo in una piccola area di sosta con tavoli e panche a fare lo spuntino, all'orizzonte la pianura keniota ci saluta. Riprendiamo il cammino tranquillamente, guardandoci intorno e chiacchierando con la nostra guida; poco dopo, fra gli alberi, svetta un'antenna, è il nostro primo campo (quota 2.645 mt). Diamo una mano a montare le tende, ci registriamo sul giornale del campo e ora ci rilassiamo in attesa della cena. Il tempo di scaldare l'acqua e i nostri "amici" ci portano delle bacinelle con acqua calda per lavarci, esagerato. Ora ci chiamano: è pronto il tè. Ci dirigiamo verso la "nostra" tenda mensa e troviamo il tavolo imbandito di ogni cosa: thermos con acqua calda, tè, caffè, latte, cioccolata, pop-corn; una merenda coi fiocchi. Il tempo sembra tenere, le nuvole se ne vanno e ci lasciano ammirare la bellezza del Mawenzi e del Kilimanjaro. Passiamo il tempo scrivendo e giocando a carte. Sono le sei e ci richiamano all'appello: è pronta la cena, e che cena; zuppa, carne con verdure, patate, insalata russa e per finire un bel tè caldo. Usciamo dalla tenda mensa che c'è già buio, facciamo due passi sotto la luna per digerire, una chiacchierata, qualche stronzata e ora buona notte a tutti. Le nuvole stanno tornando, speriamo che se ne vadano senza lasciare brutti ricordi. |
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19 GENNAIO 2008 - TANZANIA |
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Questa notte un piccolo temporale ci ha fatto compagnia, ma nulla di preoccupante. Ci svegliamo tutti che sono le 6:30; prepariamo i sacconi, facciamo colazione, smontiamo le tende; il sole fa capolino da dietro le nuvole che corrono veloci nel cielo. Partiamo intorno alle 8:20 lungo un sentiero largo e contornato da eriche alte due metri; camminiamo piano piano, oggi abbiamo mille metri di dislivello e 6-7 ore di cammino. Il primo tratto è una leggera salita diretta sopra il campo; passiamo ora in una zona di arbusti più bassi con grossi massi color nero. Il Kili si intravede tra le nuvole sempre più bianco e sempre più vicino. Raggiungiamo un posto dove alcuni gruppi fanno campo, noi ci fermiamo solo per lo spuntino. Ci riposiamo per circa un'ora, poi riprendiamo il cammino, ora tutto un su e giù in quota fra massi e arbusti bruciati; ogni tanto, nel nero del paesaggio, un fiore rosso appare all'improvviso a dar bella mostra di sè. Finalmente ecco il campo, le tende sono già montate, sempre in discesa, ma va bene lo stesso, ci adattiamo a tutto. Sistemiamo le nostre cose e poi... è pronto il tè; tutti nella tenda mensa, accompagniamo il beveraggio con delle noccioline; io, Damy e Sergio abbiamo i primi sintomi per la quota, un leggero mal di testa ci accompagna da circa mezza giornata, ci curiamo con un pastiglione magico e ci gustiamo la cena in compagnia. Dopo cena un giretto, una chiacchierata, una bisca con le sexy card e poi una sana dormita. |
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20 GENNAIO 2008 - TANZANIA |
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smesso di piovere; dalla valle sale la nebbia, le nuvole coprono la cima del Mawenzi coperto di neve fresca fino alla base. Un'ottima cena e poi tutti a nanna, domani ultimo trasferimento prima della salita. |
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21 GENNAIO 2008 - TANZANIA |
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Stamattina ci svegliano le piccole occhiate di sole che cerca di farsi vedere da dietro la vetta della montagna. Sono le 6:30, siamo un po' tutti umidi della giornata di ieri; una sana colazione, sistemiamo tende e sacconi e ci incamminiamo verso il Kibo Hut. Un leggero sali e scendi e raggiungiamo una spianata desertica disseminata di enormi lapilli vulcanici, ottimi per ripararsi dal vento gelido che sta piano piano riportando delle nuvole poco promettenti. iniziamo la leggera salita che ci porterà al nostro campo e poco dopo, qualche goccia ci annuncia che anche oggi non ci lascerà in pace; infiliamo giacca a vento e copri-zaino e riprendiamo il cammino sperando nel tempo. E' stato abbastanza clemente, facciamo appena in tempo a raggiungere le tende, fortunatamente già montate, che comincia a nevicare. Sistemiamo le cose intanto che sono asciutte e... il richiamo del tè si fa presto sentire; facciamo due chiacchiere davanti ad una tazza di tè caldo e ai pop-corn. Una corsa al bagno ed ora al caldino in tenda sotto i sacchi a pelo in attesa della cena. Continua a nevicare, facciamo un riposino e poi di nuovo a mangiare; non sappiamo bene se questa notte partire o no anche se nevica. Alla fine decidiamo di svegliarci ugualmente e di vedere un po' come si mette; nel frattempo smette di nevicare, il cielo sembra aprirsi, ma la vetta non si fa vedere. Andiamo a letto nella speranza di alzarci al chiaro di luna. |
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22 GENNAIO 2008 - TANZANIA |
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Il nostro desiderio si avvera; alle 23:30 ci chiamano e ci portano la colazione in tenda; la tenda mensa è occupata dai portatori che dormono. Ci vestiamo ben bene e usciamo dalla tenda: uno spettacolo meraviglioso, la luna piena illumina a giorno l'intera montagna, le stelle ci fanno compagnia e con il cuore pieno di felicità iniziamo la salita (sono le 00:30). Siamo tutti in fila, lo stesso passo accompagna la salita di tutti e nove (la mamma non se la sentiva), piano piano raggiungiamo i primi gruppi e li superiamo senza problemi. La luna ci fa da luce e accompagna il nostro cammino; saliamo, saliamo e saliamo, fa sempre più freddo e respiriamo a fatica. il passo è sempre più lento, la quota si fa sentire; ci sono i primi problemi per Damy e Andrea, ma con forza e coraggio continuano. Raggiungiamo il primo punto, il Gilman Point (5.681 mt); il paesaggio che ci si para davanti è meraviglioso, il cratere del Kili illuminato a giorno dalla luna ci accompagna per l'ultima parte della salita. La traccia ora segue il bordo del cratere; incontriamo della gente che saliva dalla Machame Route e, poco prima della vetta, il sole fa capolino da oriente. Lo spettacolo si moltiplica all'infinito, i colori di giallo, rosso, arancione dell'alba colorano di rosa e giallo le nevi della cima; i seracchi del poco ghiacciaio perenne si illuminano al nostro passaggio; la vista di tutto questo ci emoziona così tanto che c'è chi mette a piangere. Arriviamo tutti quanti in vetta, ci abbracciamo, ci complimentiamo a vicenda, c'è chi piange dalla felicità per aver raggiunto la cima più alta dell'Africa. Sotto il cartello che indica l'Uhuru Pick (5.895 mt) si scattano le foto ricordo di gruppo e singole e poi via di corsa, il vento si fa gelido e stare a quelle quote ci congela mani e piedi. Sulla strada del ritorno ammiriamo in tutto e per tutto il paesaggio che penso non dimenticheremo mai. Ci fermiamo al Gilman Point per uno spuntino a base di grana e poi via, in linea retta, giù per il versante fino a raggiungere la Kibo Hut. Un bicchiere di acqua e sali minerali ci rigenera, un pranzo a base di zuppa e patate e poi smontiamo tende e rimontiamo i sacconi. Dobbiamo raggiungere il campo più basso; partiamo poco prima che comincia a nevicare e, come al solito, neve e acqua ci accompagnano fino al nostro arrivo. Ci facciamo una meritata birra fresca e poi... un riposino prima "dell'ultima cena"; si chiacchiera un po' con Jospad e di nuovo in tenda, la giornata è stata proprio faticosa. |
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23 GENNAIO 2008 - TANZANIA-KENYA |
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Oggi ci incamminiamo che sono ormai le 8:30; il bel sentiero largo si inoltra nella steppa di piccoli arbusti; in lontananza vediamo le pianure e le colline tanzanesi. Sul sentiero incontriamo molti turisti che percorrono la Marangu Route per raggiungere il Kili, insieme a loro i portatori carichi piegati sotto il peso di enormi sacconi. Passiamo paesaggi diversi dal versante risalito qualche giorno fa: da arbusti bassi e colorati di giallo, passiamo direttamente ad un bosco di eriche alte quattro metri. Arriviamo ora nella foresta formata da enormi alberi le cui fronde dondolano al vento; barbe di licheni spenzolano dai rami e ai piedi fiori equatoriali colorano il sottobosco di rosso, rosa e bianco. Raggiungiamo l'ultimo lodge dove facciamo un veloce spuntino; riprendiamo il cammino logicamente sotto la pioggia, fortunatamente il sentiero corre ancora nella foresta che ci ripara fin quasi al nostro arrivo alla Marangu Gate. Finalmente un po' di riposo; riceviamo i complimenti di Mike che ci aspettava; salutiamo i nostri 34 fra portatori, cuochi, guide e assistenti e montiamo sul matatu che ci riporta alla Rongai Gate dove ritroviamo le macchine. Attraversiamo la frontiera e ci fermiamo al Cottages dell'andata; festeggiamo la conquista del Kili con del vino rosso fantastico e con la consegna dei certificati in compagnia di Mike e Jospad. |
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24 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Il canto di allegri uccellini ci svegliano, sono quasi le nove; Mike e Jospad vengono a salutarci; facciamo una mega colazione e poi partiamo per la via di casa. Puntata al benzinaio e al "supermercato" per prendere quel poco che manca e poi... via, si ritorna sullo sterrato. L'odore della polvere ci fa sentire quasi a casa; la strada corre veloce sotto le ruote, il Kili ci saluta da lontano mostrandosi senza nubi per tutto il giorno. Raggiungiamo Merueshi poco dopo l'una; l'accoglienza, come al solito è stata calorosa; carichiamo i bagagli e cominciamo il nostro "mercatino". Prima tendiamo altri fili, poi prendiamo tutti i vestiti e il resto e li stendiamo al sole per farli asciugare; verso sera ritiriamo il tutto e rimontiamo sacconi, bidoni e zaini. Ceniano tutti in compagnia, quattro chiacchiere, un narghilè e ora tutti a nanna. Buona notte!! |
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25 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Oggi giorno di preparativi; risaliamo fino a Nairobi per poi spostarci al Maasai Mara NP per ammirare la bellezza degli animali africani. La mattinata passa via veloce; gli uomini sistemano le macchine per il ritorno in Italia; noi donne ci dedichiamo al bucato, al cucito e al pranzo che consumiamo in compagnia dei fratelli e delle sorelle maasai. Il pomeriggio invece, viene dedicato all'organizzazione dell'auto; mentre Tiziano sale a Emali per comperare la vacca da regalare alla famiglia di Simayiai, io, con l'aiuto della mamma, pulisco i nostri bagagli e carico il tutto sulla vettura, pronta per la prossima avventura. Fanno rientro poco prima del buio; ceniamo sempre tutti in compagnia, facciamo vedere le foto fatte sul Kilimanjaro e poi tutti a nanna. |
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26 GENNAIO 2008 - KENYA |
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E' il giorno degli addii o, speriamo, degli arrivederci. Si preparano le ultime cose e poi... il mercatino dell'artigianato organizzato apposta per noi. Svaligiamo quasi tutto, per la felicità di tutti loro; un regalo da portare agli amici, o un ricordo da tenere in casa per non dimenticare questa gente speciale. Ritorniamo alle nostre faccende e... il pranzo è pronto; ci hanno preparato da mangiare; ne approfittiamo e subito dopo ecco il matatu per gli amici. Carichiamo i loro bagagli; nel frattempo arrivano tutti a salutarci, noi distribuiamo le magliette del gruppo ai più piccoli e agli amici più cari. Cominciano i saluti: David, Faith, Charity, anche il turbolento Steven è venuto a salutarci, e poi Nicholas e tutti gli altri. Ci abbracciamo, ci salutiamo, scappano alcune lacrime di commozione, ma ci lasciamo tutti con la speranza di rivederci presto. Ora tutti in cerchio, ringraziamo tutti quanti per l'ospitalità e l'amicizia offertaci; il capo villaggio prega per noi e poi... partenza!! Mentre usciamo dal villaggio c'è chi si nasconde per la commozione, chi ci rincorre, chi ci saluta e sorride al nostro passaggio. Raggiungiamo il pastore che sta portando il nostro regalo al villaggio; ne siamo fieri e anche "papà" sembra essere felice del pensiero che abbiamo avuto. Ripartiamo salutando per l'ultima volta; poco dopo una telefonata ci fa tornare indietro, il Toyota della famiglia ha un problema. Io e Damy facciamo retro front e andiamo a dare una mano, per fortuna riusciamo a sistemare il problema. Raggiungiamo il resto del gruppo, che ha continuato il viaggio ormai in vista di Nairobi; incontriamo Mike che ci porta in hotel, una bella doccia calda e poi a mangiare ed ora buona notte. QUESTA GENTE E' VERAMENTE SPECIALE, NELLA SUA SEMPLICITA', E' COMPLICATA E ORGANIZZATA; UN PAPA', TANTE MOGLI E CINQUANTA FIGLI CHE AL SUO PASSAGGIO SI INCHINANO PER SALUTARLO E LUI A SUA VOLTA PONE UNA MANO SULLA LORO TESTA. C'E' MOLTO RISPETTO FRA LE PERSONE E TUTTI HANNO IL LORO COMPITO; QUESTO POPOLO CI HA LASCIATO MOLTO NELLO SPIRITO E NEL CUORE E SPERIAMO DI AVER LASCIATO ALTRETTANTO. |
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27 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Tantissimi auguri Damy!! Per festeggiare partiamo da Nairobi con destinazione Maasai Mara NP dove speriamo di avvistare molti animali. Viaggiamo tranquilli lungo le strade più o meno asfaltate e con tante buche da schivare; arriviamo al campeggio che è l'una, ci portano alle nostre tende. Ogni tenda contiene letti in legno, una cassapanca o un armadio, poi c'è un antibagno e nel retro il bagno con al centro il lavandino e ai lati wc e doccia separati; all'esterno una piccola veranda che guarda il vialetto ricco di fiori colorati. Uno spuntino veloce e poi comincia il safari; entriamo nel parco e poco dopo ecco un magnifico branco di impala, zebre e tòpi, sulla destra la mamma facocero con tre facocerini che scappano via veloci con la loro coda dritta verso il cielo. Il tempo non è dei migliori, ma continuiamo la ricerca; fortunatamente sul matatu c'è anche Mike "occhi di falco". Da lontano vede tutti gli animali, chiede il binocolo e poi dirige l'autista fino a pochi metri dagli animali. Abbiamo potuto quasi toccare una splendida famiglia di elefanti che brucava tranquillamente; ci siamo poi trovati in mezzo ad una mandria di bufali che indisturbati hanno continuato a mangiare. Lungo queste piste sterrate in mezzo alla savana, avvistamenti di impala, tòpi, gazzelle, un enorme elefante maschio, uccelli di ogni tipo, si susseguono quasi all'infinito. Sulla via del ritorno, lungo la strada, si vedono le impronte di un leone, forse di qualche giorno fa; decidiamo di seguirle, ma... ecco quelle fresche di recentissimo passaggio, peccato però che vadano in direzione opposta a noi. Un po' demoralizzati facciamo ritorno al campeggio, comincia a far freddo e buio; un'ottima cena con zuppa, carne e tante verdure e ora tutti a nanna. Domani sarà una giornata piena: speriamo di avvistare leoni, leopardi, ippopotami e chi più ne ha più ne metta; buona fortuna. |
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28 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Stamattina sveglia presto, dobbiamo andare a caccia; speriamo di avvistare i grandi felini e vedremo gli ippopotami. Entriamo nel parco e poco dopo alla radio, ci avvisano che ci sono dei leoni poco distanti; prendiamo una pista in mezzo alla savana e... proprio sulla strada un maschio e una femmina sonnecchianti ci guardano, poco lontano altre femmine e la spensieratezza di tre cuccioli giocherelloni ci fanno felici del ritrovamento. Li contempliamo per qualche minuto alla distanza di pochi metri, poi continuiamo il safari. Un'aquila sull'albero punta il piccolo di poche ore non ancora in grado di alzarsi di un'antilope di Thomson; poco più in là un enorme branco di zebre, e ancora impala, tòpi e antilopi di ogni genere. Fra gli uccelli, la gru coronata, il serpentario e il maestoso struzzo; in lontananza mandrie di bufali e gruppi di elefanti che vagano nella bassa vegetazione. Siamo alla ricerca del rinoceronte, ma al suo posto... un bel esemplare di ghepardo appare da dietro un cespuglio; ci avviciniamo così tanto, quasi riusciamo a toccarlo. Continuiamo la giornata e poco prima del pranzo ci fermiamo dagli ippopotami; annoiati sulla spiaggia del Fiume Mara sonnecchiano al sole o immersi per metà nell'acqua, oppure si immergono del tutto per apparire qualche metro più in là; ogni tanto qualche lento movimento ci fa ammirare la maestosità di questo animale. Pausa pranzo in compagnia di tantissimi uccellini ruba briciole, una scimmia dispettosa ruba banana e di lucertole "Spiderman" color rosso e blu. Riprendiamo la ricerca del timido rino nella speranza di trovare, nel frattempo, un bel gruppo di elefanti e il leopardo. I nostri desideri si avverano: un bel gruppo di elefanti è stanziato sulla collina di fronte a noi, ma sono irraggiungibili; in compenso, poco a lato della strada, un enorme maschio è in avvicinamento. Lungo la rotta incontri ravvicinati con altri leoni e poi... un matatu fermo dalla parte opposta della valle; prendiamo il binocolo e poi... veloci dall'altra parte. Su di un rami di un'acacia poco distante spenzolano le zampe e la coda di un sonnecchioso leopardo. Nonostante non siamo riusciti a trovare il rinoceronte, la giornata è stata veramente entusiasmante, piena di emozioni, ci ha lasciato veramente col fiato sospeso, nella speranza, domani, di avvistare altrettanti animali. |
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29 GENNAIO 2008 - KENYA |
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30 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Il Lake Nakuru, cosa dire, veramente eccezionale. Partiamo prima dell'alba per vedere sorgere il sole e osservare il mare di fenicotteri farsi sempre più rosa, uno spettacolo meraviglioso; restiamo ad osservare questi uccelli per quasi un'ora; in loro compagnia i buffi pellicani spiccano il volo e planano poco più avanti, dei marabù ingobbiti sannecchiano con le zampe a mollo. Proseguiamo il tour ed ecco i primi enormi esemplari di rinoceronte bianco che pascolano pacifici insieme a bufali, zebre e gazzelle; saliamo ora la punto panoramico dove veniamo accolti da un gruppo di babbuini e da dei "toponi" che sembrano marmotte (boh!!). Un'occhiata allo splendido paesaggio e poi giù di nuovo in riva la lago; qui incontriamo una famigliola di rino e una iena solitaria che scappa via veloce; riprendiamo il giro e entriamo in un fitto bosco di acacie. Mike comincia a guardare sui rami, sta cercando qualcosa, ma solo verso al fine capiamo che cosa; prima però osserviamo un bel esemplare di rinoceronte nero e un gruppetto di scimmie bianche e nere. Ciò che cercava Mike, invece, lo scopriamo poco più avanti: gazzelle, impala e zebre guardano tutte verso una sola direzione; finalmente il predatore si fa vedere, ma non in azione, anzi piuttosto statico. Su di un ramo ad una decina di metri ecco un bel leopardo con le quattro zampe e la coda spenzoloni nel vuoto. Torniamo al nostro lodge dove James, il cuoco, ci ha preparato una mega colazione-pranzo che sbraniamo velocemente. Partiamo per far rientro a Nairobi; lungo la strada ci fermiamo a fare una foto alla Rift Valley, una merenda al sacco e per le quattro eccoci di ritorno all'albergo. Decidiamo di trasferirci al campeggio per risparmiare un po' di soldi, ci facciamo accompagnare da Mike, lo salutiamo con la speranza di rivederci e ci rilassiamo con una bella doccia calda. FARE UN SAFARI E' STATO VERAMENTE EMOZIONANTE, RIUSCIRE A VEDERE LEONI, RINOCERONTI, ELEFANTI, LEOPARDI E GHEPARDI A POCA DISTANZA E' BELLISSIMO E MERAVIGLIOSO; NON PENSAVAMO DI POTER ASSISTERE AD UNO SPETTACOLO COSI'... INDESCRIVIBILE. GRAZIE A MIKE ABBIAMO POTUTO GODERCI OGNI MINUTO PASSATO A CERCARE ANIMALI NASCOSTI NELL'ERBA ALTA O SUI RAMI DEGLI ALBERI O DIETRO UN CESPUGLIO; VERAMENTE UN'AVVENTURA UNICA. |
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31 GENNAIO 2008 - KENYA |
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Per noi cinque delle auto è giornata di burocrazia; ci portiamo all'ambasciata del Sudan per i visti con la speranza che non ci facciano troppe storie. Manca la lettera della nostra ambasciata; decidiamo allora di passare all'ambasciata dell'Etiopia dove fortunatamente facciamo abbastanza velocemente, lasciamo documenti e passaporti in ufficio e ci incontriamo con il resto del gruppo in centro. Ora comincia l'odissea con le banche, oggi non vogliono cambiare i travel; sconsolati e un po' scocciati, andiamo ad affogare la rabbia a pranzo. Nel pomeriggio ci dividiamo: c'è chi va a ritirare i passaporti all'ambasciata etiope, chi torna in campeggio, chi fa un giro per il centro e fa la spesa; la sera al passiamo in campeggio, una bella pasta, quattro chiacchiere con due italiani incontrati in campeggio e poi tutti a nanna. |
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1 FEBBRAIO 2008 - KENYA |
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2 FEBBRAIO 2008 - KENYA |
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3 FEBBRAIO 2008 - KENYA |
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Questa mattina si dorme fino a tardi, una colazione veloce con caffè e dolcetti e poi, io e Damy facciamo un giro in centro mentre gli altri restano in campeggio a riposare. Torniamo verso l'ora di pranzo, mangiamo i resti della serata e il pollo che abbiamo preso oggi; il pomeriggio passa veloce fra lo scrivere cartoline, un sonnellino e sistemare i bagagli. Spianiamo sul tavolo le cartine e pianifichiamo le tappe per il rientro; ci raggiunge in campeggio John e il suo amico, facciamo quattro chiacchiere davanti ad una birra e al caffè, ci salutiamo per l'ultima volta con dispiacere. Ora in compagnia di due pantere nere, stiamo aspettando la cena in attesa di una bella dormita, domani si parte per tornare a casa. |
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4 FEBBRAIO 2008 - KENYA |
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e di un po' di intuito, peccato però che è chiuso. Montiamo il campo appena fuori il cancello del campeggio, un panino veloce e ora tutti a nanna, domani ricominciano le giornate dure di sterrato |
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5 FEBBRAIO 2008 - KENYA |
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Samburu vestiti tipici con i capelli impastati di ocra rossa, collane, orecchini, cicatrici varie su tutto il corpo; chiediamo se possiamo fare due foto, sembra ci dicano di sì e poi... andiamo via tranquilli, non hanno voluto nulla. Proseguiamo, ai bordi della strada gruppi di donne con vestiti colorati tornano a casa con la spesa, non vogliono che facciamo foto e ci tirano sassi; le macchine sono quasi a secco, ma ecco il paese e fortunatamente anche il gasolio. Facciamo il pieno, due chiacchiere in italiano con i benzinai e poi al campeggio, oggi però non ci accolgono i babbuini; vengono a trovarci più tardi, i piccoletti giocano sugli alberi, i grandi si spulciano; poco dopo appare una iena che fa un giro nel campeggio e poi sparisce di nuovo nella foresta. Cena in compagnia delle urla dei babbuini e ora a nanna, domani altra giornata dura. |
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6 FEBBRAIO 2008 - KENYA-ETIOPIA |
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si è frantumato; lo sistemiamo in modo da poter continuare con tre su quattro freni. Buona fortuna e buon rientro. |
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7 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Il viaggio sembra proseguire bene; dopo una bella doccia, partiamo con destinazione Konso, paese di partenza per la bellissima Valle dell'Omo. La macchina regge bene, lungo la strada asfaltata incontriamo tanta gente, i bambini ci salutano da lontano, le ragazzine dapprima sembrano cupe poi diventano raggianti con i bei occhi scuri sbarrati e uno splendido sorriso. Tra paesaggi che cambiano dalla savana che si perde all'orizzonte, acacie in fiore, termitai bianchi e rossi che svettano verso il cielo, villaggi sparsi e campi coltivati, raggiungiamo Yabelo che sono le due e mezza. Ci fermiamo per il pranzo, ordiniamo una cosa e ce ne portano delle altre, ma ormai non ci facciamo più caso e mangiamo con gusto; poco prima di ripartire incontriamo un italiano, proprietario di un'agenzia a Milano, che, gentilmente, ci indica cosa è meglio andare a vedere nella Valle dell'Omo, quali mercati meritano e ci dà una veloce spolverata sulle tribù che potremmo incontrare. Sono le cinque e mezza e ci mettiamo in marcia per la città di Konso; lasciamo la strada asfaltata per una bella strada sterrata. Il paesaggio cambia nuovamente, ci inoltriamo in una valle con vegetazione quasi alpina; la strada poi scende nella savana con lo spettacolo meraviglioso di acacie giganti in fiore. Ora si fa buio e la strada sembra salire lungo una valle stretta fra montagne abitate, ogni tanto qualche persona sulla strada, in lontananza il fuoco delle casa fra i rami degli alberi. Finalmente dietro una curva, ecco la città; veniamo subito assaliti, chiediamo informazioni, riceviamo una sola piccola risposta; incominciamo la ricerca del King's Compound. Lungo la strada fermiamo altra gente, ci dicono di tornare indietro e di prendere una strada a sinistra; la imbocchiamo un po' perplessi. Stradina sterrata con affioramenti rocciosi, salite e discese da prima ridotta; continuiamo e continuiamo, troviamo un incrocio e prendiamo a destra; finalmente incontriamo qualcuno. Chiediamo e ci danno nuove indicazioni (speriamo siano quelle giuste!!); torniamo sui nostri passi, imbocchiamo l'ennesima stradina, peggiore della precedente. Ci inoltriamo nella foresta, la carreggiata si fa sempre più stretta, i rami sempre più bassi e fitti quando davanti a noi si apre una piazza. Tutt'attorno delle recinzioni in legno, all'interno delle capanne tipiche; fermiamo i mezzi in attesa che arrivi qualcuno, veniamo accontentati e... una buona notizia, abbiamo trovato il KING'S COMPOUND. Buona notte!!! |
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8 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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VENGONO VICINO CON LA MANO APERTA E TI CHIEDONO SOLDI, ACQUA, PENNE O QUALSIASI COSA VEDONO IN MACCHINA INFILANDO LA TESA NEL FINESTRINO. LE GUIDE DI KONSO, POI, INSISTONO SULLA LORO IDEA CHE SERVE ESSERE ACCOMPAGNATI ALTRIMENTI NON VEDI NULLA E CONTINUANO A PARLARE, PARLARE, PARLARE FINCHE' TU NON TI STANCHI E ARRIVI AL PUNTO DI RISPONDERE MALE. SE POI TI FAI DARE UNA MANO PER UNA QUALSIASI STUPIDATA, PRIMA AUMENTANO I PREZZI COSI' SE NE TENGONO UNA PARTE E ALLA FINE TI CHIEDONO PURE LA MANCIA. L'UNICA GENTE CHA ABBIAMO TROVATO RISPETTOSA NEI NOSTRI CONFRONTI E' STATA QUELLA DEL VILLAGGIO DEL RE, UN'ALTRA COSA, UN'ALTRA VITA. |
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9 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Si parte per la stupenda Valle dell'Omo. Partiamo verso le otto e mezza con destinazione Fasha dove dovremmo vedere il mercato; percorriamo una strada di terra rossa che si snoda nelle colline coltivate a terrazze dalla tribù dei Konso. Ogni tanto delle donne con le loro gonnellone a righe colorate si nascondono dietro le coltivazioni; sulla strada, invece, incontriamo quelle cariche di legna o acqua o piante di mais, ci sorridono e ci salutano. Pian pianino raggiungiamo il villaggio, entriamo in piazza e un nugolo di ragazzini ci circonda felice; il mercato è questo pomeriggio, ci guardiamo, scoppiamo a ridere per la situazione creatasi nel giro di pochi secondi e decidiamo di proseguire il nostro viaggio. Giriamo le auto e... dietro, di corsa, ci inseguono i bambini, c'è chi si attacca alla scaletta e chi, imperterrito, corre in parte finchè non si stanca, ma che resistenza ragazzi!. Raggiungiamo la strada principale, molto più carrozzabile della precedente; il paesaggio si allarga nella valle, colline sterminate tutte coltivate, ogni tanto un piccolo villaggio di capanne di legno e paglia, la gente sulla porta che ci guarda passare. La strada ora scende nella savana ricca di acacie, la temperatura si fa pesante (quasi 50°C); troviamo un'acacia enorme sotto la cui ombra facciamo pranzo con un ottimo panino; poco dopo raggiungiamo Woyto. Andiamo alla ricerca di un posto tranquillo per la sera, non lo troviamo; proseguiamo lungo la strada, ai lati campi di cotone pronti per la raccolta, poco più in là il raccolto coperto da teloni. Lungo la strada ecco un primo villaggio, Erbore, dove vive la tribù degli Arbore; luogo spartano, quattro capanne, la gente quasi timida, ma... ci fermiamo, chiamiamo una donna per le foto e poi contrattiamo, anzi litighiamo, per il pagamento. Dopo quest'avventura proseguiamo, la strada si inoltra in una valle stretta, percorriamo il letto di un fiume, ne passiamo molti altri; fra la vegetazione quasi secca, ogni tanto dei fiori fucsia spiccano da lontano. Qualche incontro con la gente Hamer ci fa capire che il villaggio di Turmi è vicino; oltrepassiamo le montagne e ci troviamo in un nuovo altipiano, da lontano vediamo il paese. Appena entrati troviamo il campeggio, una bella doccia fresca, un risotto alle verdure e una lunga chiacchierata fino a mezzanotte. LA TRIBU' CHE ABBIAMO INCONTRATO OGGI SONO STATE MOLTO PARTICOLARI; NELLA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO, I KONSO SI SONO DIMOSTRATI SIMPATICI, ALLEGRI, TI SALUTANO TUTTI ANCHE SA A VOLTE, SOPRATTUTTO I RAGAZZINI, SONO UN PO' STRESSANTI. CON L'ANDARE AVANTI, LA GENTE HA COMINCIATO A ESSERE UN PO' PIU' CHIUSA, FATICANO A SALUTARE, SI LIMITANO A GUARDARE, MA NEL MOMENTO CHIEDI LORO DI POTER FARE UNA FOTO, DIVENTANO IMPOSSIBILI, VOGLIONO, VOGLIONO, VOGLIONO. NONOSTANTE CIO' NON SONO AGGRESSIVI O CATTIVI, ALLA FINE SIAMO NOI TURISTI CHE INVADIAMO IL LORO TERRITORIO, SE NON LI DISTURBI NON VENGONO A CERCARTI. |
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10 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Oggi la prendiamo con calma; ci alziamo verso le nove, nove e mezza, facciamo colazione e poi ci dedichiamo a varie attività: laviamo i panni, leggiamo, scriviamo il diario, suoniamo la chitarra, facciamo due passi in cerca di uccellini. Arriva presto l'ora di pranzo, due spaghi aglio, olio e peperoncino ci riempiono la pancia; durante il pomeriggio andiamo alla ricerca dell'ombra e speriamo in qualche folata di vento. Verso le quattro ci riuniamo per un caffè e decidiamo di fare un giro per il villaggio di Turmi; usciamo dal campeggio, attraversiamo il fiume e incontriamo le prime case; poco dopo, su un campo improvvisato e con una palla di stracci, un gruppo di bambini gioca a calcio, ma vengono distratti da noi uomini bianchi. Ci raggiungono di corsa, ci salutano e si appropriano delle nostre mani; tutti insieme passeggiamo per i viottoli del villaggio; chiacchieriamo con i bambini, ci portano in casa di una sorella; lungo la strada salutiamo tutti quanti, ci chiedono di dove siamo e cominciano a parlare italiano. I bambini non ci mollano nemmeno per un attimo, litigano fra di loro per appropriarsi un dito, sono fortissimi e hanno un viso molto particolare, veramente bello. Ci fermiamo a parlare con un gruppo di italiani motociclisti del nostro e del loro viaggio; ormai si fa buio salutiamo tutti i bambini, alcuni se ne vanno altri ci inseguono nella speranza di ricevere qualcosa, ma alla fine rimaniamo soli. |
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11 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Mercato!! Giorno di mercato a Turmi oggi; ci alziamo abbastanza presto, facciamo una scappata in paese a prendere il pane ancora caldo di forno; poi per le nove siamo tutti pronti per il mercato. Sulla strada incontriamo alcuni gruppi di donne Hamer con la loro merce che và dalla legna, al fieno, alle pelli di pecora che ci salutano e ci chiedono se vogliono fare una foto. Ritroviamo Emanuel, uno dei ragazzini di ieri, che ci accompagna per tutti il giorno; entriamo nelle viuzze fra le capanne e raggiungiamo il mercato. Tantissima gente, tutte donne Hamer coi loro capelli a treccine impregnati con l'ocra rossa tagliati a scodella con la frangetta, vestite di sola pelle di pecora decorata con perline gialle, rosse e blu; il petto al sole spalmato di ocra rossa, collane e braccialetti tanto stretti da lasciare il segno. Sedute vicino alla merce contrattano e alla vista dei turisti, saltano in piedi e ti chiedono di fare una foto per guadagnare un birr in più. Giriamo fra la merce e la gente osservando i particolari e gli odori sprigionati dai loro "vestiti" quasi nauseabondi; alla fine compriamo una collana e cinque braccialetti come ricordo della bella giornata. Passiamo la mattina al mercato; torniamo al campeggio fermandoci in un vicolo a compare le banane; avremmo dovuto andare a vedere il salto dei tori, ma ci dicono che non è interessante perchè lo fanno solo per i turisti, non è stagione; decidiamo allora di raggiungere Jinka. Partiamo che sono quasi le tre; percorriamo una strada che molto spesso sembra essere il greto di un fiume, tutta sgarrupata con cunette che fanno dondolare le auto un po' a destra e un po' a sinistra; passaggi strategici di attraversamento fiumi. La strada si snoda fra le acacie gialle e rosse e strani alberi dai bei fiori fucsia che sembrano bonsai giapponesi; passiamo qualche villaggio, la gente sulla strada ci saluta allegra, i ragazzini ci rincorrono chiedendo caramelle. Finalmente raggiungiamo quella che dovrebbe essere la strada principale, ma risulta essere un cantiere unico quindi continuiamo a passare la nuova strada un po' di qua e un po' di là. Verso le otto ecco le luci della cittadina di Jinka, la temperatura si fa più fresca; ci fermiamo casualmente e... ecco i primi rompiscatole, in questo paese (Etiopia) proprio non riesci ad avere un'informazione senza pagare. Alla fine, dopo aver mandato a quel paese un po' di gente, riusciamo ad avere due indicazioni per il campeggio; una "doccia" fredda per lavar via la polvere, una carbonara e ora tutti a letto. |
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12 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Assoldiamo uno dei ragazzi del campeggio per farci da guida; partiamo all'alba delle dieci, passiamo dal benzinaio ma non c'è corrente, poi in banca per recuperare qualche soldo. Finalmente ci mettiamo veramente in marcia; una buona strada sterrata percorre una foresta quasi tropicale, molti fiori strani, qualche scimmia ancora addormentata. La valle ora si apre, in fondo una grande pianura; le colline circostanti con tanta erba di un verde brillante, ogni tanto gli alberi neri bruciati dal fuoco; la strada scende veloce, davanti a noi scappano veloci antilopi della savana. Ma ecco le prime persone della tribù dei Murci; ci fermiamo e facciamo le prime foto;: riprendiamo il tragitto, con noi sale una guardia armata; raggiungiamo il villaggio Murci. Gli uomini chiacchierano sotto un enorme albero, poco distanti le capanne dalle quali escono donne e bambini; si comincia a contrattare per le foto. In mano portano tutte un cestino, all'interno i piattelli che usano sulle labbra e nelle orecchie; ne compriamo una quindicina scegliendoli da più donne; paghiamo e assistiamo divertiti alla divisione dei soldi. Nel frattempo, loro, cercano di appropriarsi delle collanine e dei bracciali che portiamo in cambio di una foto; finite le contrattazioni, risaliamo in macchina e ripartiamo. Passiamo per una strada in mezzo alla savana bruciata e raggiungiamo il quartier generale per Parco Nazionale del Mago; una chiacchierata davanti ad una birra, vediamo un serpente all'opera per il pranzo, osserviamo babbuini e aquile sulle acacie e poi facciamo ritorno in paese. Un giro per il gasolio, che speriamo di fare domani al mercato nero; passiamo per il mercato ma è troppo tardi; troviamo il pane e... una doccia fredda ci aspetta. Usciamo poi a mangiare insieme alla nostra guida in un locale tipico; un vassoio con una loro tipica "piadina", sopra ci rovesciano della carne e via, si mangia con le mani tutti dallo stesso piatto. Torniamo in campeggio, quattro chiacchiere al buio, due stronzate fra una tenda e l'altra e ora ci diamo la buona notte. |
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13 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Partiamo dalla Valle dell'Omo con la speranza che, nel mezzo della savana e della foresta siano rimasti dei piccoli villaggi ancora intatti, dove il turismo e i soldi siano ancora dei tabù. Andiamo alla ricerca di gasolio, siamo proprio a secco; passiamo al distributore ma non ne vogliono sentir dire, non c'è proprio nulla da fare non ce lo danno; lo cerchiamo al mercato nero ma essendo noi bianchi, lo paghiamo 15 birr/lt (di solito è sui 7 birr); decidiamo allora di partire ugualmente e di chiedere ai cantieri lungo la strada, speriamo bene. La strada è un sali e scendi continuo e per risparmiare, lungo le discese, mettiamo in folle; raggiungiamo il villaggio di Key A'fer e... ci fermiamo ad un incrocio, passa di là una jeep, chiediamo se può darci un 20 litri di gasolio; Damy sale sull'auto, sparisce per qualche minuto e torna vittorioso; svuotiamo subito le taniche e ripartiamo un po' più tranquilli. La strada scorre veloce sotto le ruote, la gente riposa nelle case nessuno sulle strade; arriviamo a Konso intorno alle due, ci fermiamo al distributore sperando ci sia gasolio e... qualcuno ci assiste da lassù in alto; facciamo quanto basta per raggiungere Arba Minch, la nostra meta, ad un prezzo di 8 birr/lt e riprendiamo il viaggio tutti felici. Lo sterrato è sempre ottimo, su e giù dai greti dei fiumi e finalmente l'asfalto dove riusciamo a viaggiare un po' più spediti; raggiungiamo la cittadina posta su una collina verso sera. Andiamo alla ricerca del ristorante Soma, lo troviamo, chiediamo informazioni, prenotiamo la cena a base di talapia, pesce locale alla griglia, e poi veniamo accompagnati al nuovo buisness di Mauro; un lodge nuovo di pacca, non ancora in funzione ma che ci dà ospitalità perfetta. Una doccia semi calda e poi di nuovo in paese per la cena; per cominciare una zuppa di verdure esagerata e poi... il piatto forte: la talapia. Ci viene servita su un vassoio e appoggiata ad un trespolo, con una pinza togliamo la carne e ne assaporiamo ogni piccolo pezzettino tanto che non ne lasciamo nemmeno annusare un po' ai gatti che ci chiamano insistenti, il tutto servito con verdure miste. Torniamo in "campeggio" abbastanza allegri e finiamo di corsa in tenda per un meritato riposo, domani tappona per Addis Abeba. |
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14 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Siamo pronti per le otto, ma... non ci danno gasolio; alla fine scopriamo che qui hanno un problema e serve un permesso per avere il carburante; gira di qua, gira di là, aspetta delle ore, finalmente, all'alba delle dieci, riusciamo a partire con il pieno fatto. Cerchiamo di correre il più possibile, ma la strada fa un po' tanto schifo; dobbiamo fare lo slalom fra buche che sembrano voragini, carretti carichi di merce e persone e pazzi camionisti che sfrecciano all'impazzata. Ci fermiamo alla prima città grande per il pranzo, ci facciamo fare dei panini e... via di nuovo sulla strada, sempre a buche, ma sembrano diminuire; raggiungiamo Shashemene, lo attraversiamo velocemente e... finalmente si corre. La strada appena rifatta ci permette di aumentare l'andatura intorno ai 90 km/h, ma bisogna stare attenti a vacche e pecore che attraversano senza guardare. Verso le otto siamo in Addis Ababa; andiamo alla ricerca del campeggio, ma si rivela una dura avventura; avanti, indietro, chiedi, ci fermiamo casualmente davanti all'Ambasciata israeliana e... veniamo circondati, ci chiedono i passaporti e alla fine si chiacchiera e scherza; ci consigliano di fermarci in un hotel poco lontano e di continuare la ricerca domani. Seguiamo il consiglio e finalmente, dopo le dieci, mettiamo l'acqua per la pasta sul fuoco; un'ottima pasta al tonno e poi a nanna, oggi giornata piuttosto pesante. |
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15 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Ci spostiamo dall'hotel in cerca del campeggio; ne approfittiamo prima per fare una mega spesa, il pieno ai mezzi di nuovo a secco e per passare in banca. Per mezzogiorno abbiamo finito e ora... alla ricerca del campeggio perduto; da quello che ci hanno detto i sudafricani un mese fa, la zona è quella dell'ambasciata del Kenya; ci dirigiamo là e chiediamo, ma nessuno conosce; finiamo in cima alla collina e torniamo ancora più spaesati di prima; ci fermiamo all'ambasciata italiana, ma non sanno nulla, nessuna indicazione. Siamo quasi disperati, ci viene la brillante idea di chiedere ad un taxista e... eccolo, finalmente riusciamo a parcheggiare le auto. Il pomeriggio passa velocemente fra uno sguardo ai vari acciacchi meccanici e una spolverata ai bagagli; verso sera facciamo un po' tutti i cuochi, Tiziano si dedica alle cosce di pollo, Damy alle patate fritte e Francy alle altre verdure e al ragù. Ceniamo verso le nove banchettando con due belle bottiglie di vino rosso. |
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16 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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CAPISCE DOVE COMINCIA E DOVE FINISCE; IL CENTRO E' INDEFINITO, TANTE STRADE A QUATTRO-CINQUE CORSIE DOVE SI SFRECCIA ALL'IMPAZZATA. APPENA ESCI DA QUEL POCO DI CENTRO, SI COMINCIA A VEDERE LA DISPERAZIONE; GENTE CHE DORME UBRIACA SUI MARCIAPIEDI, BARACCHE FITTIZIE COSTRUITE CON STRACCI, LAMIERE E CARTONI; SOTTO I MURI DELLE STRADE, CASE DI LEGNO E LAMIERA ADDOSSATE DOVE BAMBINI GIOCANO E CORRONO FRA I VICOLI PIENI DI IMMONDIZIA. |
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17 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Dopo aver ritirato il tutto e sistemato le auto, partiamo con destinazione Bahar Dar a ben 550 km di distanza; passiamo a prendere le bombole caricate a nuovo e via di corsa su e giù dalle colline coltivate. Gli uomini nei campi a lavorare la terra con l'aratro trainato dai buoi, le donne a portare l'acqua in taniche o anfore, i bambini al pascolo con il gregge. Percorriamo la strada, fortunatamente asfaltata, abbastanza velocemente, guardandoci intorno e osservando il bel paesaggio etiope; i bambini ci salutano felici e continuano a chiederci l'acqua. Raggiungiamo la cittadina di Bahar Dar verso le dieci, troviamo il campeggio abbastanza velocemente, una pasta con ragù da veri italiani e poi a nanna. |
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18 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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stamattina perdeva gasolio non è perfetta, sembra che quando il motore sforza non arrivi abbastanza carburante; il secondo problema arriva non molto tempo dopo, superiamo un camion e nel bel mezzo del sorpasso... non accelera più, si è rotta la cordina. Ci fermiamo a lato della strada, subito ci circonda un gruppo di bambini che lascia poi posto a uno di adulti curiosi; sistemiamo il disastro e raggiungiamo Gondar dopo circa un'ora; troviamo l'hotel-campeggio facilmente, una birra in attesa del riso alle verdure e ora tutti a nanna, stasera verremo cullati dal rumore delle fronde mosse dal vento. |
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19 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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uno scantinato con delle luci, guardiamo all'interno, stanno facendo arti marziali; ci fermiamo a dare un'occhiata e il maestro ci invita ad entrare; osserviamo i ragazzi impegnarsi fino alla fine. Raggiungiamo le macchine, ognuno si dedica a ciò che vuole nel frattempo viene pronta la cena; sempre con il vento che ci fa compagnia, passiamo la serata a giocare a carte. LA GIORNATA E' STATA POSITIVA, LA VISITA AL CASTELLO CI FA' PENSARE A COME L'ETIOPIA SIA DIVISA; QUI AL NORD, O PER LO MENO NELLA CITTADINA DI GONDAR, LA VITA E LA STORIA SONO ANDATE AVANTI GRADUALMENTE, PASSO PER PASSO; AL CONTRARIO, AL SUD COME NELLA VALLE DELL'OMO, SONO PASSATI DAI TEMPI DELLA PIETRA ALLE TECNOLOGIE O ADDIRITTURA C'E' CHI ANCORA NON LE CONOSCE. |
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20 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA |
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Oggi completiamo il nostro soggiorno in Etiopia percorrendo gli ultimi chilometri su una strada sterrata che si snoda in vallate rocciose dove abita poca gente; passiamo piccoli villaggi, qualche allevatore con il proprio bestiame. Strada abbastanza trafficata anche perchè è l'unica via di comunicazione con il Sudan; sfrecciano camioncini carichi di persone che spesso finiscono fuori strada, incontriamo tanti "morti" ribaltati ai lati. Ci fermiamo per uno spuntino con spettatori all'ombra di un albero a lato della strada; pane, tonno e wurstel sono il nostro spuntino. Ripartiamo a tutta birra, ci fermiamo all'ufficio doganale per la pratica carnet; raggiungiamo Metema a metà pomeriggio, ma non possiamo passare il confine oggi altrimenti scatta il primo giorno di Sudan. Passiamo in un bar, davanti ad una birra rivediamo il programma per il Sudan; facciamo due passi per il paese, una piccola spesa e poi ci spostiamo per il campo libero. Ci imboschiamo dietro i mucchi di sabbia di una cava, nascosti dalla strada, speriamo non arrivi nessuno a rompere le scatole. Ci dedichiamo ora a cucinare: stasera patate fritte con frittata alle cipolle; sotto una splendente luna piena accompagnata da qualche stella ci godiamo la cena tranquillamente; buon appetito e buona notte a tutti. Ah, dimenticavo, prima di partire da Gondar siamo passati dal gommista: il Land 90 ha colpito ancora, che sfiga!! |
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21 FEBBRAIO 2008 - ETIOPIA-SUDAN |
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22 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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Sveglia tardi, siamo tutti in piedi per la colazione intorno alle dieci; poi ognuno si dedica ai lavori casalinghi e a rilassarsi; verso mezzogiorno riusciamo a tirarci insieme e, tranne Francy, prendiamo la macchina e ci portiamo on centro alla ricerca dell'ufficio immigrazione. Prima però ci fermiamo per il pranzo al solito Steers e poi... gira, gira, gira e chiedi, chiedi, chiedi sembra di averlo trovato ma... è aperto dopodomani; demoralizzati e con il programma da cambiare di nuovo giriamo per le strade deserte della capitale e poi facciamo rientro in campeggio; prima però facciamo spesa di verdure e anguria all'angolo della strada. Seppelliamo l'anguria sotto terra per rinfrescarla un po', due partite a scala; viene a trovarci poi il proprietario del campeggio, gli spieghiamo la situazione e lampo di genio "Provate all'aeroporto, dovrebbe essere sempre aperto!!" Ci siamo guardati come per dirci "Potevamo pensarci prima no!!??" e poi via di nuovo in macchina direzione aeroporto; arriviamo là, troviamo l'ufficio e ne usciamo con pratica a posto dopo circa un'ora. Felici torniamo alla base, tagliamo l'anguria e ce la mangiamo tutta come cena; ci mettiamo a giocare a carte, il tempo passa e arriva presto l'una, è tardi, buona notte a tutti. |
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23 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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fa più ricca per sole poche centinaia di metri dall'acqua, appaiono coltivazioni, palme e molti più villaggi; troviamo il villaggio di Merowe, chiediamo due informazioni e ci spostiamo al vicino villaggio di Nuri dove vediamo di sfuggita i primi siti archeologici. Cerchiamo un posto dove fare campo, ci spostiamo di pochi chilometri e ci nascondiamo dalla strada dietro a delle colline di sassi e sabbia; cuciniamo una perfetta pasta alle melanzane; due partite e carte e poi a letto. |
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24 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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raggiungiamo la cittadina di Karima; ci fermiamo per una passeggiatina e per il pranzo a base di pesce; ripartiamo alla grande per Dongola percorrendo una nuova e monotona strada asfaltata in mezzo al nulla del deserto. Raggiungiamo Dongola verso le quattro; un giretto fra il piccolo mercato, veniamo fotografati forse perchè gli unici turisti a essersi fermati, contrattiamo per un'anguria prima però ce ne fa provare una intera rompendola sulla sponda del carretto. Torniamo alle auto e un tizio cerca un passaggio per un villaggio lungo il Nilo, cerchiamo di fargli capire che non possiamo, non abbiamo posto, ci offre anche dei soldi e quanti!!, ma alla fine desiste lui; ci facciamo un buon tè caldo in mezzo alla piazza e poi rimontiamo in sella. Viaggiamo fin quando cala il sole, ci fermiamo a lato della strada, ma poi ecco una stradina, vediamo dove porta!? Raggiungiamo una specie di giardino, un uomo ci accoglie calorosamente e ci dice che la sua casa è anche la nostra e ci invita a passare la notte lì; accettiamo volentieri e mentre si prepara la cena, facciamo conoscenza con tutta la famiglia; ceniamo e poi passiamo qualche ora a chiacchierare e sorseggiare del tè in casa tutti insieme. |
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25 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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campo; troviamo un distributore, chiediamo se gentilmente possiamo sostare nelle vicinanze e come al solito, l'ospitalità nubiana, non si fa attendere. Ci sistemiamo dietro l'edificio, montiamo il campo, una bella spaghettata e... buona notte. |
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26 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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Oggi dobbiamo sistemare questione traghetto per Aswan; qua in Sudan non conoscono i travel e le carte di credito non le usano perchè tradizione americana e ce l'hanno a morte con loro, quindi non abbiamo soldi liquidi e dobbiamo trovare una soluzione. Per strada incontriamo Mazar, andiamo in ufficio e gli spieghiamo la situazione; lui ci dà una seconda batosta: questo lunedì il traghetto da Aswan non è partito quindi non c'è la possibilità di andare in Egitto. Sistemiamo una cosa alla volta: questione soldi; per nostra fortuna in Egitto deve andare anche un gruppo di inglesi con un grosso camion, quindi ci mettiamo d'accordo con loro che li paghiamo una volta arrivati in Egitto dove sappiamo con certezza che accettano di tutto. Durante il pomeriggio, invece, veniamo a sapere che il sandalo con i mezzi dovrebbe partire domani da Wadi Halfa, mentre il traghetto con le persone è in programma per venerdì-sabato. A questo punto si pongono altri due problemi: entro domani dovremmo uscire dal Sudan perchè ci scade il visto e il giorno 28 scade quello dell'Egitto di cui dovremmo fare l'estensione; Mazar dice che per il Sudan non c'è nessun problema (mah! dobbiamo fidarci!!), mentre per quello dell'Egitto ci troviamo domani e facciamo la pratica, c'è un consolato anche qui a Wadi Halfa. Il pomeriggio passa via così, senza nessuna certezza e con tanti interrogativi che speriamo si sistemino alla meglio. Torniamo a fare campo al distributore che ci accoglie sempre più calorosamente, oggi ci offrono pure il bagno e la doccia che utilizziamo volentieri anche se è un po' troppo gelata; due uova strapazzate con pomodori sono la nostra cena. Andiamo a letto con la speranza in domani di ricevere delle buone notizie o per lo meno delle date certe, buona notte! |
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27 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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Questa mattina riceviamo notizie certe: le macchine partono domani, mentre noi persone venerdì, il traghetto parte oggi da Aswan e arriva domani. Beh qualcosa di nuovo anche per noi ogni tanto succede; questa mattina andiamo all'ambasciata egiziana qui in città per l'estensione del visto che ci fanno nel giro di due ore; prepariamo un riso al pomodoro per pranzo, facciamo due chiacchiere e poi... c'è chi va a fare un pisolino in tenda, chi invece si appisola sulla sedia in una posizione così assurda... e chi fa per l'ennesima volta le polveri ai bagagli. Verso le tre e mezza io e Damy andiamo a fare un giretto sulla riva del fiume-lago in cerca di fenicotteri; fotografiamo vari trampolieri, osserviamo le oche in volo controvento e finalmente i fenicotteri. Ci avviciniamo quatti quatti come dei veri professionisti; facciamo due passi, le teste si alzano tutte guardinghe, si riabbassano, facciamo altri due passi; riusciamo ad avvicinarci quanto basta, alla fine ci alziamo e li facciamo volare in un trionfo di nero, bianco e rosa. Torniamo in città e incontriamo tre francesi, scambiamo due parole, passiamo a fotografare uno dei portoni multicolori e ora siamo in attesa di una bella spaghettata aglio-olio e peperoncino. |
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28 FEBBRAIO 2008 - SUDAN |
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Questa mattina ci svegliamo presto, prepariamo tutti i bagagli per il viaggio in traghetto; questa volta ci attrezziamo di materassini e sacchi a pelo. Passa al campo Mazar che ci chiede i passaporti, torna poco dopo con i biglietti del viaggio e ci assicura che i mezzi partono oggi, devono finire di scaricare la chiatta e poi... si parte!! Poco dopo mezzogiorno, gli autisti delle auto e del camion vengono chiamati all'ordine; insieme a Mazar raggiungono il porto, con il suo aiuto sbrigano tutte le pratiche; aspettano fino alle tre, ma finalmente riescono a passare. In tre stiamo aspettando che tornino vincitori; leggiamo, scriviamo, una passeggiatina, il tempo passa arrivano le sei, le sei e mezza e poi... eccoli, sono le sette, c'è quasi buio e tornano un po' distrutti. Ci raccontano i fatti: nel momento di caricare il camion sulla chiatta, questo fa manovra sulla banchina che cede sotto il suo peso, un casino; non riesce a muoversi, poco lontano sta lavorando una ruspa che potrebbe dare una mano, ma tutta la gente, compresa la polizia, presente sul posto non vogliono che si faccia nulla. Chiamano un'auto-gru, ma durante una curva gli si rompe la pompa d'iniezione; ferma anche quella, fanno caricare le nostre auto sulla chiatta, così almeno le nostre partono per Aswan e lasciano liberi gli autisti. Andiamo tutti a mangiare meritatamente; in albergo incontriamo uno svizzero e una francese in giro in bici, scambiamo quattro chiacchiere in italiano, raccontiamo il nostro e il loro viaggio, li mettiamo al corrente delle strade e passiamo una piacevole serata. Ci raggiunge poi anche Mazar rimasto al porto tutta la sera che ci porta la bella notizia che il camion è sulla chiatta e che questa è partita per Aswan. Con questa notizia andiamo tutti a dormire con il cuore sereno e la speranza di partire noi domano con il traghetto. A proposito, da oggi siamo clandestini in terra sudanese, il nostro visto è scaduto ieri, ma Mazar dice "Don't worry, no problem!!", speriamo bene! |
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29 FEBBRAIO 2008 - SUDAN-EGITTO |
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pomeriggio, quando la nave muove i primi metri, si parte!! Ciao Sudan, alla prossima avventura! Appena partiti, già si scende per la cena, scendiamo a turni così manteniamo il posto; riso, un pezzo di carne e delle zucchine riempiono di nuovo le nostre pance; torniamo sul ponte, sotto il sole si legge, si scrive, si chiacchiera, si gioca a carte in attesa della cena e della buona notte; la nave corre veloce su un Lago Nasser liscio come l'olio, ci vediamo presto Egitto. |
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1 MARZO 2008 - EGITTO |
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Poco dopo Lele è circondato tutti gli sono addosso parlano parlano e parlano ancora, da qualche minuto si è aggiunta una quarta persona; ma ecco all'alba dell'una di pomeriggio, le porte si aprono e si può uscire finalmente da questa trappola. Raccogliamo armi e bagagli, ma... la macchina fotografica di Lele è sparita e con lei anche passaporto, carta di credito e telefonino; urliamo facciamo capire cosa è successo, lo fanno scendere senza passaporto; lo raggiungiamo dopo il primo controllo è lì che ci aspetta e non sa cosa fare. Insieme a Damy corrono verso l'uscita, passano il controllo bagagli, raccontano l'accaduto alla polizia che dà il permesso a Lele di uscire e di andare a cercare il ladro; fortunatamente lo trova agli ultimi cancelli della dogana con un piede in salvo e uno ancora nella merda. Viene braccato dalla polizia che lo riporta dentro; nel frattempo noi tre raggiungiamo il controllo bagagli, tranquilli tranquilli passano di là i tre "chiacchieroni" ai quali controllano tutti i bagagli e fortunatamente per loro li lasciano andare. Usciamo e... ecco la borsa, Lele ci racconta la rincorsa al ladro, ora siamo tutti più tranquilli e felici per il ritrovamento; insieme alla polizia facciamo denuncia, il ladro viene portato via e resterà dentro per 5 anni, a meno che non paghi la polizia. Sono le tre e mezza e finalmente riusciamo ad uscire dal porto, insieme agli inglesi che ci hanno aspettato prendiamo due taxi, svaligiamo uno sportello automatico e raggiungiamo Adam's Home felici di trovare degli amici e una doccia. Ci sistemiamo un po' e facciamo un'ottima cena a base di pesce tutti in compagnia, qualche birra e due narghilè ravvivano la serata; con la speranza che domani arrivino le nostre auto, auguriamo buona notte a tutti. |
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2 MARZO 2008 - EGITTO |
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chiacchieriamo e raccontiamo le nostre avventure agli amici presenti. Prendiamo la cena al take a way e sempre insieme a Orabi, saliamo su una barca a motore privata, mangiamo il nostro pasto cullati dalle piccole onde del Nilo, beviamo un'altra birra e poi tutti a casa per un caffè. Alla fine, in compagnia di Arafat, raggiungiamo il campeggio che sono ormai le dieci e mezza; due parole con gli inglesi coi quali ci mettiamo d'accordo per andare a recuperare i mezzi e... buona notte a tutti, la giornata è stata quasi devastante, bella e allegra ma piuttosto dura. |
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3 MARZO 2008 - EGITTO |
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per il pagamento del taxi e poi minacciamo il tizio perchè comincia ad alzare un po' troppo la voce. Sono le cinque e per oggi abbiamo finito, ci danno appuntamento per domani mattina per completare la pratica; ci sediamo per una coca e poi contrattiamo di nuovo per un taxi, scendiamo al campeggio e litighiamo di nuovo ma, come tutte le altre volte, riusciamo ad ottenere quello che vogliamo. Ora cerchiamo di rilassarci con un'abbondante cena e una fumata di narghilè; domani sveglia all'alba per, speriamo, riuscire a portare a casa le nostre auto, buona notte! |
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4 MARZO 2008 - EGITTO |
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decina di ciotoline in cotto contenete carne, pesce e verdure in salsa di pomodoro. La serata continua poi in bar, Monalisa, poco distante dove in compagnia di una birra, suoniamo e cantiamo fino all'una di notte. Mezzi distrutti per la giornata, torniamo in campeggio e, finalmente, dormiamo nella nostra casa! Ah dimenticavo: tanti auguri Ale!! |
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5 MARZO 2008 - EGITTO |
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Ci svegliamo sul tardi, in tenda non si riesce a stare fa troppo caldo, questa mattina picchia di brutto; ci diamo un po' tutti da fare, il bucato prima di tutto e poi una pulizia generale alle macchine fotografiche pronte per un nuovo lavoro da National Geographic. Infatti, io e Damy andiamo a fare un giro per il villaggio in cerca di scorci particolari, di portoni, di gente; incontriamo Nura che ci mostra la sua casa in costruzione, scambiamo quattro chiacchiere e torniamo in campeggio dove ci gustiamo una splendida pasta con patate e formaggi. Il pomeriggio passa fra una conoscenza e l'altra; è arrivato un tedesco veramente pazzo con un camion dei pompieri e rimorchio annesso che gli farà da case una volta raggiunta la Tanzania dove costruirà un campeggio; poi arriva una famiglia inglese, mamma papà e due figli, che raggiungerà il Sud Africa nel mese di agosto; ce nè veramente tanta di gente pazza. Alla fine partiamo per Aswan che sono le cinque; passiamo di nuovo in internet, compriamo due libri, andiamo a salutare Orabi e Mario nel solito locale, compriamo altri due polli per la cena e i bonghi come ricordo e... torniamo in campeggio che sono ormai le nove. Ci catapultiamo in cucina per preparare un perfetto pollo alla piastra, delle verdure e l'ugali (per non dimenticare gli amici del Kenya); mettiamo le gambe sotto il tavolo tutti insieme che sono le undici, sbraniamo la cena in batti baleno; ci riscambiamo ringraziamenti, quattro foto in compagnia, ci fanno a tutti un piccolo regalo e poi tutti a nanna domani ricomincia la salita per l'Egitto. |
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6 MARZO 2008 - EGITTO |
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questo tempio, dopo gli egizi, entrarono i cristiani che rovinarono tutte le scritture eliminando, soprattutto, le facce di faraoni e dei e utilizzando lampade a petrolio che annerirono tutti i bei soffitti, un tempo sicuramente colorati. Nonostante ciò, questa visita è stata interessante, sicuramente da non perdere e da tornarci con un po' più di calma; riprendiamo il viaggio ora su una strada molto più veloce che costeggia un canale, sulla sponda opposta delle piccole rotaie dove un piccolo treno trasporta carrozze cariche di canna da zucchero, coltura prevalente in questa zona. Sul tardo pomeriggio raggiungiamo Luxor e il campeggio; incontriamo di nuovo gli inglesi, due chiacchiere, una birra, una doccia bella calda, un riso con le melanzane, una suonatina con la chitarra e... buona notte a tutti, oggi a letto presto, dopo due sere tira tardi. Dimenticavo: la Land 90 ha un nuovo problema, la pompa dell'acqua ora perde a manetta, la cambiamo e... insha allah!! |
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7 MARZO 2008 - EGITTO |
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la vita a quel tempo. Continuiamo la visita con due obelischi di cui uno alto quasi 30 mt (quasi non ci sta nella foto); andiamo alla ricerca dello scarabeo portafortuna, dicono che se gli fai un giro attorno questo accada, se vuoi sposarti devi farne tre, se vuoi dei figli i giri sono sette, sarà tutto vero??!! Boh, alcuni di noi fanno dei giri, ma... Torniamo in campeggio dopo un pomeriggio di visita; ceniamo e poi io e Damy usciamo per fare un giro in città e per fare quattro compere. |
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8 MARZO 2008 - EGITTO |
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9 MARZO 2008 - EGITTO |
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un ristorante dove, come la solito, ci fregano e poi ci inoltriamo nel deserto. Appena fuori dalle ultime case, giriamo a destra e si comincia la pista di una sabbia così fine e bianca mai vista; raggiungiamo una sorgente e facciamo la prima tappa, troviamo dei fossili di conchiglie e dei sassi così lisci... Ripartiamo alla ricerca si "funghi", "archi", "cammelli", "uccelli"; ne troviamo un gruppo poco prima che cala il sole, diventiamo pazzi, foto a non finire, al tramonto queste strutture bianche diventano rosa-arancio aumentando lo spettacolo. Domani percorreremo questo deserto in lungo e in largo alla ricerca di sculture e scorci particolari, ci perderemo ad osservare con meraviglia queste forze della natura. Buona notte a tutti. |
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10 MARZO 2008 - EGITTO |
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che assomiglia a due rane trombatrici (scusate). Continuiamo il viaggio e il susseguirsi di queste strutture bianche come il gesso si fa sempre più interessante: scorgiamo un'aquila, uno scimmione, tanti funghi e strane strutture a cui non riusciamo ad associare nulla di conosciuto, ma tanto particolari da meritare una foto. Attraversiamo la strada asfaltata e continuiamo la ricerca; questa volta l'ambiente è enorme, sembra di essere in Dolomiti, pinnacoli e pareti alte centinaia di metri, unica semplice differenza è che sono montagne di sabbia e gesso, modellate dal vento, che cambiano ogni anno. Il paesaggio è veramente mozzafiato, andiamo alla ricerca di un arco, molto probabilmente crollato, poi di cristalli, ma non li troviamo; nel frattempo attraversiamo un posto unico al mondo. In mezzo a questi pinnacoli, dune immacolate di sabbia dorata ci fanno sentire in paradiso; su e giù ci divertiamo e ammiriamo lo spettacolo, ma... arrivano i problemi; Tiziano si insabbia una, due ma la terza proprio in modo quasi definitivo. Proviamo con la cinghia, non funziona, poi con il verricello, ma si muove di poco ma quanto basta; alla fine io guido e gli altri spingono; finalmente, dopo un'ora di pala, tira, molla e "Dai, dai!!" il Toyota è di nuovo libero di correre nel deserto (ma non provare più a salire su una duna, ti prego!!). Un po' distrutti per il duro lavoro, ritorniamo sulla strada asfaltata e verso sera raggiungiamo l'oasi di Baharya; facciamo rifornimento per le auto e per noi e poi ci dirigiamo in campeggio, con la speranza di trovare i permessi per Siwa pronti. Ma la nostra speranza si spegne subito, dobbiamo tornare in città alla polizia per fare tutte le pratiche; passano due ore e finalmente abbiamo i permessi in mano; domani si parte per l'Oasi di Siwa. |
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11 MARZO 2008 - EGITTO |
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lasciando andare, ma crea ancora quell'atmosfera magica che non si riesce a descrivere; gironzoliamo un po' per la città e poi montiamo campo in un hotel poco distante dal centro sotto un palmeto esagerato. Dopo una bella doccia calda, ci godiamo il relax di questa cittadina; buona notte! DUE GIORNI SPETTACOLARI, SEMBRAVA DI ESSERE SULLA LUNA; LE SCULTURE DI COLORE BIANCO ACCECANTE LAVORATE DAL VENTO CHE PRENDONO FORME SURREALI, SONO LA FINE DEL MONDO; COLLINE SIMILI A VULCANI CHE PUNTEGGIANO UNA PIANURA SABBIOSA DI UN COLORE ARANCIO-MARRONE. MONTAGNE ROCCIOSE CHE APPAIONO DAL NULLA IMMERSE IN SABBIA BIANCA O ROSSA; DUNE DORATE MODELLATE DAL VENTO CON CRESTE SINUOSE O PARETI QUASI VERTICALI, DAL MISTICO ATTEGGIAMENTO, CHE SEMBRA TI RENDANO IN GIRO, UN GIORNO NON CI SONO, L'ALTRO NASCONDONO LE TRACCE. PAESAGGI VERAMENTE UNICI CHE ACCOMPAGNERANNO I NOSTRI PENSIERI FACENDOCI VIAGGIARE, DI NUOVO, CON LA FANTASIA. |
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12 MARZO 2008 - EGITTO |
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sul suo taxi tipico, un piccolo carretto i legno con la scritta "WELCOME TO SIWA - TAXI" trainato da un asinello intento a mangiare della verdissima erba medica. Mangiamo dell'ottimo cous-cous e poi andiamo a spendere fino all'ultima lira in souvenir e regalini per gli amici; è ora di partire, ma la Toyota fa le bizze e non parte, cavi di qua, prova di là finalmente si decide a funzionare. Raggiungiamo il Tempio dell'Oracolo, ma siamo così a bolletta che non riusciamo nemmeno ad entrare; partiamo, allora, per il confine libico, siamo in mezzo ad un deserto che più piatto di così si muore, un vento da nord gelido che rende il tempo da lupi. Troviamo un ristorante che ci permette di accamparci lì vicino; mangiamo un panino in macchina e ora tutti a nanna; la temperatura è scesa a 10°C e il vento continua a soffiare. |
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13 MARZO 2008 - EGITTO |
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14 MARZO 2008 - EGITTO-LIBIA |
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dal nostro campo; per il momento buona notte a tutti; a proposito i nostri passaporti non sono ancora arrivati, tanto meno la guida, ci raggiungeranno domani non si sa bene dove. Insha Allah! |
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15 MARZO 2008 - LIBIA |
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16 MARZO 2008 - LIBIA |
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montiamo, grazie alla cordialità del guardiano, all'interno dell'area dello qasr visitato questa sera, posto tranquillo e carino tutto per noi. |
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17 MARZO 2008 - LIBIA-TUNISIA |
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riva poco prima del tramonto, che ci delizia con i suoi bellissimi colori. Il mare arancione-rosso e le nuvole nel cielo gialle e poi rosa; con questo spettacolo della natura ci dilettiamo nella cucina: pollo alla piastra e patate quasi al forno con una buona bottiglia di vino sono la nostra cena; due chiacchiere e poi a nanna. |
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18 MARZO 2008 - TUNISIA |
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letto, magazzino; in queste case e in tutto il paesaggio circostante furono girati gli episodi di Guerre Stellari; che storia siamo stati sul set di un film!! Ci beviamo il tè del pomeriggio e riprendiamo il trasferimento; alla città di Gabes tappa per la cena a base di uno spettacolare pesce con patatine e olive; troviamo poi, qualche chilometro più avanti, una stradina nei campi dove montiamo il nostro campo, buona notte! |
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19 MARZO 2008 - TUNISIA |
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Sousse in mezzo a campi di ulivi; domani saremo a Tunisi per gli ultimi giorni di vacanza. |
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20 MARZO 2008 - TUNISIA |
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"Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Daniela, tanti auguri a te!!". Ci svegliamo verso le otto, colazione con caffè e biscotti al cioccolato; il solito venticello degli ultimi giorni ci dà il buongiorno e un sole pallido dietro le nuvole ci scalda appena appena le ossa. Ci mettiamo in marcia e per le 10:30 siamo in centro a Tunisi; parcheggiamo e andiamo a fare colazione con caffè e brioches sui tavolini del viale principale, da veri europei anche se ci sentiamo più africani. Ci incamminiamo ora verso la medina; abbiamo intenzione di fare le ultime compere e di prendere le ultime inchiappettate, ci armiamo di coraggio e partiamo. Cominciamo col farci abbordare da uno che ci dice "C'è il mercato dei berberi, tappeti, gioielli, molto bello!"; lo seguiamo e ci porta in un negozio, come sospettavamo; ci fa salire in terrazza per il panorama, peccato per le nuvole e le prime gocce di pioggia. Torniamo in negozio e comincia la "fiera dei tappeti"; ci fanno accomodare e srotola srotola, riempiamo tutto il pavimento di bei tappeti berberi ma troppo costosi, al momento, per le nostre tasche; alla fine ringraziamo e usciamo senza compere. Cominciamo a girovagare per gli stretti vicoli della medina, alcuni coperti, altri liberi, le case tutte bianche con i bei portoni colorati; entriamo in libreria e poi in uno dei tanti negozi e cominciamo le contrattazioni. Ne usciamo con tante borse e abbastanza contenti degli affari; lungo l'uscita tutti ci offrono gli stessi oggetti per qualche dinaro in meno e noi soffriamo in silenzio guardandoci e ridendo. Usciamo dalla medina per uno spuntino a base di pollo e patatine e per trovare una perfetta torta al cioccolato per me; il tempo non è per niente migliorato, tira un venticello freddo che ci penetra dentro. Usciamo da Tunisi e ci dirigiamo verso Cartagine e oltre, dove troviamo una strada sterrata che si inoltra in un bosco, troviamo una radura dove montiamo campo; una fetta di torta è la nostra cena, una partita a scacchi (sono proprio una frana) e poi tutti a nanna. |
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21 MARZO 2008 - TUNISIA |
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22 MARZO 2008 - ITALIA |
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