VAL DI MELLO

ACCESSO: da Lecco prendere la superstrada che percorre l'intero lago raggiungendo Colico. Seguire le indicazioni per Sondrio e, superato il paese di Morbegno, svoltare a sinistra in direzione di S. Martino in Val Masino. Dal paese seguire le indicazioni per la Val di Mello e raggiungere il grande parcheggio dove si lascia la macchina. ATTENZIONE: nel periodo estivo la strada che porta in Val di Mello è chiusa al traffico; esiste però un servizio di bus-navetta che in breve porta al parcheggio.

CARTINA

   

 

1. VIA IL RISVEGLIO DI KUNDALINI (Dimore degli Dei)
SVILUPPO: 400 m
ESPOSIZIONE: Sud
DIFFICOLTA': TD+ (VII-, VI obblig.)
TEMPO: 4-5 ore
AVVICINAMENTO: percorrere la Val di Mello fino alle baite di Cascina Piana. Appena prima di esse, vicino ad un ponticello, abbandonare la mulattiera e prendere le tracce di sentiero che salgono verso sinistra puntando alla parete ben visibile, parete caratterizzata da un grande tetto a forma di arco. Il sentiero entra nel bosco e, piegando sempre verso destra raggiunge le rocce della parete; risalire un breve zoccolo di roccette e arbusti guadagnando la cengetta erbosa da dove partono gli itinerari (30 minuti).
RELAZIONE:
1° TIRO: attraversare verso destra in massima esposizione fino ad arrivare ad un alberello; seguire una cengetta e, al suo termine, risalire per qualche metro guadagnando un comodo terrazzino sotto un tetto (40 m, V, IV).
2° TIRO: superare il tetto, attraversando ora a sinistra, prima su piccoli appigli, poi su placca; usciti dal tetto proseguire, sempre obliquando verso sinistra, lungo una fessura raggiungendo un gruppo di alberi dove si sosta (40 m, VII- o A0, IV+).
3° TIRO: salire lungo la fessura, "La serpe fuggente", e proseguire poi su difficoltà meno impegnative; seguire sempre la fessura che torna verticale fino alla sosta (40 m, V+, IV, V).
4° TIRO: attraversare in obliquo verso sinistra puntando al fondo del camino, entrare al suo interno e risalirlo per qualche metro. Su buoni appoggi, uscire all'esterno e continuare in verticale fino ad un grosso albero. Continuare su una placchetta e poi per gradoni e placca, arrivare a sostare ad un altro grosso albero con cordini (45 m, VI-, V, III).
5° TIRO: salire, inizialmente, la placca verso destra fino alla base di un diedro; risalirlo fino a prendere la fessura di fondo dell'arco; seguirla superando una placchetta, fino ad un comodo terrazzino (45 m, V, VI).
6° TIRO: con arrampicata piacevole e mai difficile, seguire tutta la fessura di fondo dell'arco raggiungendo la sosta in prossimità di una grossa scaglia. Recuperare il secondo di cordata e successivamente calarsi di circa 10 metri verso destra fino alla sosta sottostante (40 m, V).
7° TIRO: attraversare orizzontalmente verso destra per circa 30 metri, prima su fessura, poi su buoni appoggi, quindi, sempre obliquando verso destra, raggiungere un comodo terrazzo con albero (40 m, III, IV).
8° TIRO: sempre puntando verso destra, salire la placca fino ad un piccolo strapiombo superandolo vicino ad uno spuntone orizzontale; attraversare ancora verso destra fino ad un grosso albero (40 m, V+, IV).
9° TIRO: risalire la placca puntando direttamente ad uno spigolo, superarlo a destra e risalire la fessura fino ad un diedro poco marcato; raggiungere la sosta in placca con arrampicata verticale di 5-6 metri (35 m, IV, VI).
10° TIRO: dalla sosta portarsi verso destra, prima su placca, poi in fessura; raggiungere il bosco e quindi il termine della via, sostando su albero (35 m, V+, IV+).

DISCESA: attraversare verso sinistra (faccia a monte) per tracce di sentiero fino ad incontrare quello che scende dalla struttura "Scoglio delle Metamorfosi" che in breve riporta nel fondovalle (50 minuti).
NOTE: - via con soste attrezzate e qualche chiodo lungo tutto l'itinerario; portare dadi e friends (fino al 4);
- La serpe fuggente (lunghezza 3) è forse il tiro più bello dell'intera via: supera una lunga e divertente fessura senza protezioni, ma ben proteggibile;
- altro tiro molto bello e con arrampicata divertente, è il tiro dell'arco (lunghezza 6): fessura proteggibile senza nessun problema;
- la lunghezza 4 presenta dei pericoli, soprattutto nei primi 15 metri, in quanto è poco proteggibile: è possibile utilizzare un paio di friends del 4 da inserire nel fondo del diedro, ricordarsi comunque di allungarli bene per evitare attriti;
- altro "problema" lo si può incontrare nella lunghezza 9: allungare bene le protezioni nei pressi dello spigolo; nonostante tutto, si tratta di un tiro molto bello e ben chiodato;
- non andare a ripetere la via dopo grandi piogge in quanto è possibile trovare i tiri sotto il grande arco bagnati;
- c'è la possibilità di abbinare questo itinerario con la via Luna Nascente, posta sopra la struttura Dimore degli Dei, sviluppando una via di 19 tiri e 750 metri di lunghezza.

 

2. VIA LUNA NASCENTE (Scoglio delle Metamorfosi)
SVILUPPO: 350 m
ESPOSIZIONE: Sud
DIFFICOLTA': TD+ (VII, VI obblig.)
TEMPO: 4-5 ore
AVVICINAMENTO: percorrere la Val di Mello fin dove il torrente si allarga ("Bidè della Contessa"). Da qui imboccare la traccia verso sinistra che, attraverso il bosco, porta prima alla base della struttura del "Sarcofago" e poi alla cascata delle "Sponde del Qualido". Prendere il sentiero con vecchie segnalazioni e scalinate di pietra e, seguendo placche rocciose alternate a boschetti, raggiungere ed entrare nel grande bosco sulla sommità della struttura "Dimora degli Dei". Seguendo sempre la traccia, ormai ben marcata e meno ripida, si giunge alla base del settore destro della struttura (1 ora -1 ora e 15 minuti).
RELAZIONE:
1° TIRO: innalzarsi in verticale puntando e raggiungendo un tettino; seguire una piccola fessura obliqua verso destra fino ad entrare in un camino; risalirlo qualche metro fino ad uno spuntone con cordini dove si sosta (20 m, V, VII o A0, 1 chiodo e 1 nut incastrato).
2° TIRO: spostandosi verso sinistra, puntare il fondo della grossa lama; da qui raggiungere lo strapiombo fessurato, spostarsi verso destra in orizzontale fino al suo termine, salire in verticale raggiungendo la sosta (20 m, V+, VII- o VI/A0, 5 chiodi).
3° TIRO: con l'aiuto di una fessura, salire in verticale raggiungendo lo stesso livello della sosta successiva; da qui, su piccoli appoggi, deviare verso destra per qualche metro fino ad essa (30 m, V+, 1 chiodo).
4° TIRO: puntare direttamente allo strapiombino e aggirarlo verso destra; quindi, con arrampicata verticale, seguire la fessura fino ad arrivare ad uno spuntone con cordini dove si sosta (40 m, V+, VI+, VI obblig., V+, 3 chiodi).
5° TIRO: riprendere la fessura verso sinistra e puntare ad un tetto, aggirarlo sulla destra; raggiungere la sosta con percorso verticale (40 m, V+, VI-, 3 chiodi).
6° TIRO: puntando verso sinistra ad uno spuntone con cordini, risalire la fessura per circa 10 metri; dallo spuntone farsi calare fino ad arrivare ad una cengetta su di una lama staccata; attraversare la lama e raggiungere il suo bordo sinistro; risalirlo fino alla sosta (45 m, VI, V, 1 chiodo).
7° TIRO: salire in verticale la fessura raggiungendo la sosta nei pressi di un albero morto (45 m, IV, V, nessun chiodo)
8° TIRO: spostarsi orizzontalmente su roccia con appoggi fino alla sosta nei pressi di una fessura obliqua verso destra (40 m, III+, nessun chiodo).
9° TIRO: risalire la fessura per 10 metri; al chiodo spostarsi in placca verso sinistra puntando gli alberi alla sommità della parete (60 m, V+, V, III, 1 chiodo).
DISCESA: salire nel bosco per piante e roccette finchè sulla destra si nota l'imbocco del canale di discesa (ometto di segnalazione). Facendo attenzione, scendere lungo il canale fin dove è possibile attraversare verso sinistra il boschetto attraverso il quale, per tracce, si ritorna alla base della parete (50 minuti).

NOTE: - via con soste attrezzate e qualche chiodo lungo tutto l'itinerario; portare dadi e friends;
- evitare il sovraffollamento alla sosta n° 3 (sosta scomoda); si può recuperare il secondo di cordata alla base della grossa lama, da qui possibilità di assicurare in vita (tiro abbastanza protetto);
- dalla lunghezza 7 le difficoltà della via si abbassano di almeno un grado; non sottovalutare troppo i prossimi tiri, ricordatevi che le protezioni scarseggiano o mancano del tutto;
- una precisazione per chi arrampica con corde da 50 m: nell'ultima lunghezza il secondo di cordata dovrà staccarsi dalla sosta per permettere al primo di raggiungere gli alberi dove fare sosta, fate MOLTA ATTENZIONE;
- verificate sempre lo stato dei cordini delle soste e in caso di necessità integrateli con cordini nuovi.