MONTE CERVINO m 4.478

ACCESSO: seguire l'autostrada A5 fino all'uscita di Chatillon. Seguire le indicazioni per la Valtournanche per circa 27 km fino a raggiungere Cervinia (m 2.006).

CARTINA

   
1. CRESTA DEL LEONE
DIFFICOLTA': D-; cresta interamente di roccia con passaggi di III-IV tra cui alcuni attrezzati con corde fisse.
DISLIVELLO: 2.472 m (da Cervinia); 649 m (da Rif. Carrel)
ESPOSIZIONE: Sud-Ovest
SALITA AL RIFUGIO: seguire la strada sterrata che, da Cervinia, raggiunge il Rif. Duca degli Abruzzi (m 2.802; 2 ore, tel. 0166-949145). Proseguire per sentiero  verso la Croce Carrel, risalire un canale a sinistra raggiungendo una cresta rocciosa. Giungere alla Testa del Leone puntando ad un ampio nevaio, continuando poi su una costola rocciosa. Traversando cenge e canali si arriva al Colle del Leone (m 3.580). Per una serie di salti e placche, con numerose corde fisse, si supera la Placca Seiler raggiungendo così il Diedro della Cheminée (12 m, III, corda fissa). Continuando su placche si arriva al Rif. Carrel (m 3.829, 3 ore e mezza, privato, 40 posti, tel. 0166-948169).
RELAZIONE/DESCRIZIONE: aggirare sul versante meridionale la cresta a monte del rifugio (numerose corde fisse) superando la cengia del Mauvais Pas (stretta ed aerea) e il piccolo pendio di ghiaccio del Linceul. Guadagnare il filo di cresta (corda fissa) e seguirla, evitando i passi più difficili sulla sinistra, fino alla cresta orizzontale del Pic Tyndall (m 4.241, 3 ore). Terminata la cresta si scende in un intaglio (superare con spaccata aerea), si continua poi sulle rocce del blocco sommitale; raggiungere la Scala Jordan dopo una serie di corde fisse. Proseguire sulla cresta e, scavalcata l'Anticima Ovest (o Vetta Italiana, m 4.476, croce), si raggiunge la vetta.
DISCESA: per lo stesso itinerario di salita.
NOTE: il Cervino è una delle montagne che presenta numerosi pericoli oggettivi; riguardo la "via" in oggetto, essendo molto frequentata, sussiste la reale possibilità di:
- caduta sassi, soprattutto nel tratto di avvicinamento al rifugio.
- presenza di molte persone sul percorso con il conseguente intasamento nei punti obbligati e inevitabili grovigli di corde.
- difficoltà di orientamento specie nelle giornate di maltempo, in questi casi può dare un aiuto la Solvay Hutte a m 4.003 sulla Cresta dell'Hornli.
La "via" merita di essere percorsa per la sua bellezza, per la sua storia e per il bel panorama a 360° che offre lungo tutto il percorso.
Necessari corda, ramponi e picozza.