BARRE DES ECRINS 4.101 m

ACCESSO: dall'Italia raggiungere Briançon passando da Susa, Oulx e il Monginevro; continuare per Km 16 fino al paese di l'Argentière-la-Bessée (m 979) e per altri Km 18 per raggiungere il villaggio di Ailefroide (m 1.503).

CARTINA

   
1. PARETE NORD e CRESTA OVEST
DIFFICOLTA': PD+, la cresta sommitale è molto esposta con passaggi di II grado abbastanza lucidi. Il resto del percorso è su ghiacciaio con pendenze anche di 40° con qualche problema di percorribilità sulla crepaccia terminale.
DISLIVELLO: 2.598 m (da Ailefroide), 931 m (dal Rif. des Ecrins).
ESPOSIZIONE: Nord-Nord-Est.
SALITA AL RIFUGIO: seguire la strada sterrata che, da Ailefroide, raggiunge il Refuge Cézanne (m 1.874; Km 5, tel. +33/492201652). Da qui seguire il sentiero che si dirige verso il torrente che esce dal ghiacciaio e proseguire per tornanti su pendio erboso. Superare uno sperone e attraversare verso la lingua terminale del Glacier Blanc; salire su rocce lisce alla destra del ghiacciaio adoperando una scala metallica (marcia) arrivando al Refuge du Glacier Blanc (m 2.550; 2-3 ore dal Ref.Cézanne; tel.+33/492235024). Continuare  vicino al ghiacciaio fino ad uno sperone roccioso,oltrepassarlo e continuare in diagonale fino al ben visibile Refuge des Ecrins (m 3.170; Km 2 dal Ref. du Glacier Blanc; tel.+33/492234666). Tutti e tre i rifugi appartengono al C.A.F.; il primo è però un albergo sempre molto affollato,mentre gli altri due sono veri e propri rifugi con a disposizione ben 100 posti letto ciascuno. Il Ref. des Ecrins è aperto in primavera ed estate.    
RELAZIONE/DESCRIZIONE: dal rifugio scendere sul ghiacciaio fino alla pista che sale dal Refuge du Glacier Blanc, quindi cominciare a risalirlo sulla destra fin quasi al Col des Ecrins. Si sale trasversalmente verso sinistra su un ripido pendio solcato da valanghe e sovrastato da seracchi,in direzione della Cresta Est della Barre (m 3.791) senza raggiungerla; portarsi verso la crepaccia e tornare verso destra fino alla Brèche Lory (m 3.974). Traversando la crepaccia terminale e salendo un ripido pendio di misto, si arriva all'affilata cresta ( II grado,brutta se ghiacciata) che conduce al Pic Lory (m 4.086). Attraversare un intaglio che si fa sempre più stretto ed esposto raggiungendo la vetta.
DISCESA: per lo stesso itinerario di salita.
NOTE: questa montagna presenta pericoli di caduta ghiaccio soprattutto sul ghiacciaio inferiore e possono esserci crepacci pericolosi su quello superiore. Nell'insieme è una vetta tranquilla anche se è sempre meglio non farsi sorprendere dal mal tempo.
Necessari corda,ramponi e picozza.